Piromani sulla costa brindisina, in fiamme il bar ‘Olindo’

vigil del fuoco

TORCHIAROLO (BR)  –  Ancora Torchiarolo, ancora Torre S.Gennaro, ancora, sembrerebbe, il racket. Quello che, in barba a proclami e conferenze stampa, si riaffaccia sulla costa brindisina a qualche giorno di distanza dall’ultima  ‘fiammata’ in un supermercato.

Questa volta a finire nel mirino degli strozzini, il noto bar ‘Olindo Cafè’, circondato da un rogo di evidente matrice dolosa scaturito durante la notte. Ad accorgersi delle fiamme, una guardia giurata dell’Istituto di vigilanza Fidarcontrol, che ha lanciato l’allarme intorno alle 4 di mattina. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, anche i proprietari dell’attività: il primo ad arrivare è stato proprio Olindo Messito, nipote del fondatore dello storico locale.

A colpi di estintore, il 38enne ha cercato invano di placare l’incendio prima dell’arrivo dei pompieri. Ma il suo tentativo è fallito. Circondato dal fumo nero che, insieme al fuoco, aveva avvolto la struttura in legno, l’uomo ha accusato un malore ed è stato trasportato all’Ospedale ‘Perrino’ di Brindisi con sintomi di intossicazione da monossido di carbonio.

Dopo lo spegnimento del rogo, via alle indagini. Pochi dubbi sul dolo. I vigili del fuoco e i carabinieri della Stazione di Torchiarolo e del Comando provinciale, hanno rinvenuto una tanica di benzina lasciata abbandonata sul retro del chiosco. In più, è stato accertato come i piromani si siano introdotti all’interno del bar, focolaio dell’incendio, forzando una porta in vetro che poi immette sulla veranda che guarda alla spiaggia.

Ascoltati i proprietari, i militari stanno cercando di capire se l’episodio sia conseguente a richieste di estorsione recenti o passate. Al momento, però, non è filtrato ancora nulla.