Porto Miggiano resta sotto sigilli

sequestro Porto Miggiano

S.CESAREA TERME (LE)  –   Niente da fare per il Comune di S.Cesaria Terme. Porto Miggiano resterà sotto sequestro, almeno fino al deposito delle consulenze che la Procura ha affidato ai professori Dino Borri (ordinario del dipartimento di Architettura e Urbanistica del Politecnico di Bari) e Giuseppe Roberto Tommasicchio (titolare delle cattedre di Idraulica e Costruzioni idrauliche alla facoltà di Ingegneria civile dell’Università del Salento).

Lo ha deciso il giudice delle indagini preliminari Vincenzo Brancato, a cui si era rivolta l’Amministrazione comunale, assistita dall’avvocato Pietro Quinto.

Dopo aver incassato il primo ‘no’ dai sostituti procuratori Elsa Valeria Mignone ed Antonio Negro, che hanno ipotizzato le accuse di abusivismo edilizio in zona sottoposta a vincolo, e distruzione e deturpamento di bellezze naturali nei confronti del geometra Salvatore Bleve, responsabile unico del procedimento; Daniele Serio, di Surbo, direttore dei lavori che ha realizzato il progetto e Maria Grazia Doriana, amministratore unico della ‘C.E.M.A.’ di Napoli, la ditta che ha effettuato i lavori, l’Amministrazione ci ha riprovato, impugnando la decisione davanti al gip.

Ma il giudice ha deciso di rigettare la richiesta. Prima di rendere fruibile ai bagnanti la cala è necessario capire come siano stati realizzati i lavori di consolidamento finiti al centro dell’inchiesta e sin da subito difesi a spada tratta dall’ex sindaco Daniele Cretì. Persisterebbero, infatti, le esigenze probatorie, anche perchè è necessario capire se esiste un pericolo concreto per le persone che utilizzano la piattaforma, messa sotto sigilli dagli uomini del nucleo investigativo del Corpo Forestale di Lecce, al comando dell’ispettore Antonio Panzera, che stanno conducendo le indagini.