Offerte non veritiere, il garante multa Game Stop

Game Stop Italia

Per gli amanti dei videogiochi, si tratta di una sanzione pesante almeno quanto la condanna a Silvio Berlusconi. Perchè in una catena Game Stop, se in casa hai almeno una console, ci siamo praticamente entrati tutti almeno una volta nella vita.

Attirati, magari, dalle incredibili offerte ‘da volantino’ che promettono l’acquisto di nuovi videogames a prezzi quasi stracciati.

E sono proprio quelle offerte ad essere finite nel mirino del garante della concorrenza e del mercato, che ha condannato Game Stop Italia, che in Salento conta ben 6 punti vendita tra Brindisi, Mesagne, Taranto e Lecce, al pagamento di una sanzione di ben 169.000 €. L’accusa è di pratiche commerciali scorrette e, quindi, di una lunga serie di irregolarità nell’attività di comunicazione della nota catena di negozi specializzati in videogiochi e console.

Secondo l’AGCM da giugno 2009 numerosi clienti sono inciampati in ‘informazioni non veritiere’ sui prezzi di vendita delle console e sui diritti di recesso.

Nel bollettino del garante viene citato ad esempio il caso della console Xbox 360 Pro venduta a soli 99 € portando la “vecchia PS2 + memory card originale PS2 + 5 giochi PS2 oppure 4 giochi PS3/XBOX360/Wii”. Il problema è che le restrizioni applicate, indicate al fondo dei volantini, rendevano piuttosto complicata l’adesione all’offerta, a meno che non si disponesse di specifici giochi al top di gamma.

Non meno importante il fatto che i punti vendita Game Stop si sarebbero rifiutati, in diversi casi, di ritirare una console della Sony (PlayStation 3) che aveva manifestato dei difetti del lettore della console, nonostante il problema si fosse manifestato entro il termine di due anni dalla consegna del bene. Insomma, dopo 6 mesi dall’acquisto non sarebbe stata rispettata la garanzia di conformità.

Ma non è andata meglio a chi ha tentato di ottenere il rispetto della garanzia legale, dopo i 12 mesi. “Da una segnalazione pervenuta in data 5 novembre 2012 emerge che il professionista – si legge nel bollettino del garante – rifiuterebbe la sostituzione immediata dei videogiochi difettosi una volta trascorsi sette giorni dalla consegna degli stessi rinviando il consumatore al centro assistenza del produttore”.

Facile prevedere un ricorso al TAR del Lazio da parte di Game Stop, da anni al centro di un vero e proprio attacco ironico, ovviamente via internet, da parte degli hardcore games che hanno spesso criticato le politiche dell’azienda e soprattutto le sue offerte. Le stesse che ora hanno ‘causato’ la sanzione record.