Fotovoltaico selvaggio, all’orizzonte una commissione d’indagine

impianto fotovoltaico

BRINDISI  –   Le ombre sul fotovoltaico di Restinco scatenano le reazioni di numerosi consiglieri regionali. La selva incontrollata delle energie rinnovabili è al centro del dibattito di queste ore: d’altronde l’inchiesta della procura barese, di cui è titolare il pm Francesco Bretone, si basa su un’accusa pesante: quella di aver realizzato pannelli solari su terreni pignorati.

L’ipotesi di abuso d’ufficio e falso ha portato sul registro degli indagati il capo di gabinetto della Regione Puglia, che il 24 dicembre 2009 concesse l’autorizzazione alla Sun Energy per la realizzazione di un mega parco fotovoltaico, per un business da 103 milioni di euro. Tra gli indagati compaiono anche i fratelli Rosato di Mesagne, accusati di truffa. Sono loro i proprietari dei terreni agricoli che hanno ospitato i wafer di silicio. Di recente i carabinieri del comando provinciale di Bari hanno bussato in regione per acquisire documenti utili a sbrogliare la matassa.

E intanto in via Capruzzi diversi consiglieri chiedono che sia fatta luce sulla vicenda. Lunedì l’uddicino Eupreprio Curto chiederà l’istituzione di una commissione d’indagine a tutto campo sullo stato delle rinnovabili in Puglia, sulla legittimità delle autorizzazioni finora concesse, sulla tracciabilità dei capitali impiegati e sulla natura dei soggetti che a vario titolo possono aver avuto un ruolo nell’affaire, prestanomi inclusi. “Ora capisco perchè il ddl per l’istituzione di un’anagrafe storica degli impianti eolici e fotovoltaici, scrive Curto, si è arenato nelle sabbie mobili della politica regionale”.

“Serve un’azione forte e urgente da parte della Regione”, tuona il consigliere dello scudo crociato. Al quale replica l’assessore all’ambiente, Lorenzo Nicastro che passa la palla agli altri enti: “Le Province pugliesi sono state finanziate dalla Regione per l’istituzione dell’anagrafe – spiega Nicastro – ma l’iter è fermo perchè i Comuni non hanno risposto. Per quanto riguarda la commissione d’indagine – conclude l’assessore – qualsiasi profilo oscuro che riguardi anche marginalmente la Regione va chiarito. Ben venga quindi la nascita di una commissione”.