Code per i prelievi, l’ASL corre ai ripari

Ottavio Narracci

LECCE  –  Misure straordinarie subito per fronteggiare l’emergenza. Per smorzare le code per effettuare i prelievi, la ASL corre ai ripari. Lo fa dopo le immagini che hanno documentato la situazione paradossale che si vive a Lecce, nella Cittadella della salute, dove gli utenti arrivano alle 5 del mattino per ritirare i biglietti e mettersi in fila.

A darne notizia è il direttore sanitario della ASL di Lecce, Ottavio Narracci.

Non c’è solo Lecce a risultare intasata, in verità più a causa di una psicosi di non riuscire a effettuare gli esami che di una difficoltà a eseguirli visto che comunque, le circa 200 prestazioni giornaliere mediamente richieste negli ultimi giorni vengono tutte effettuate. È l’intera area del nord Salento a soffrire di più, a detta della stessa ASL: Campi salentina è tra le strutture in cui si registrano i maggiori disagi, a causa di personale carente.

Dunque, le misure al vaglio e messe a disposizione sono diverse: la disposizione di assunzione temporanea di nuovo personale, l’apertura di laboratori h 24. Sulla logistica si sta cercando di capire almeno come rendere meno disagevole l’attesa al caldo e in piedi e come potenziare l’informazione agli utenti, visto che non sarebbe affatto necessario arrivare lì alle 5 del mattino, dato che non c’è un limite massimo di utenti da trattare e lo slittamento rispetto a prima è di circa mezz’ora.

Nel frattempo però monta la polemica, soprattutto da parte dei laboratori privati che con la loro serrata di protesta dopo il recepimento del nuovo tariffario nazionale sul costo delle prestazioni, hanno deciso di eseguire solo esami a pagamento, con conseguente dirottamento dell’utenza sul pubblico. Si contestano soprattutto i numeri di 50 utenti in più nella Cittadella della salute e le considerazioni del direttore generale Valdo Mellone, per cui il fatto che le strutture pubbliche stiano dimostrando di reggere l’urto indica “un sistema in eccedenza delle strutture accreditate”.

“Il dottor Mellone finge di dimenticare che in sanità conta più l’efficacia dell’efficienza –  tuona Fabio La Grua di Corsa Federlab Puglia – oltretutto a tante prestazioni i cittadini stanno rinunciando non potendosi spostare presso una struttura pubblica, distante a volte 20-30 km, sia per il prelievo che per ritirare il referto. Qual è il costo sociale che i cittadini stanno pagando? Sarebbe necessario effettuare un bilancio di salute che richiede tempo e sicuramente è semplicistico farlo dopo pochi giorni.

Sulla stessa scia la politica: dopo i consiglieri regionali del PDL Saverio Congedo e Andrea Caroppo, interviene Antonio Maniglio del PD“Non si tagliano numeri di bilancio, si abbattono diritti. Il rafforzamento dei laboratori pubblici non basta. Una parte consistente degli utenti dei laboratori sono anziani, con patologie croniche che hanno difficoltà a muoversi fuori dal proprio Comune”.