Canale Reale, fetori infernali a Latiano e Francavilla

canale reale

LATIANO (BR)   –  C’è da tapparsi il naso nelle zone a ridosso del Canale Reale. L’odore nauseabondo toglie il respiro, e il caldo di questi giorni non fa altro che amplificare il problema. La puzza si avverte a pochi passi dall’Ospedale ‘Camberlingo’ di Francavilla Fontana e nella zona artigianale di Latiano. Le segnalazioni arrivano dai residenti che da tempo denunciano una situazione insopportabile.

Gli scarichi reflui dei depuratori comunali di vecchia generazione rendono putride le acque del canale. Lo stesso che la Regione Puglia e l’AQP avrebbero voluto usare provvisoriamente come punto di scolo del depuratore consortile di Bufalaria, l’impianto di Carovigno mai entrato in funzione e sul quale pende lo stop del TAR di Lecce, dopo il ricorso presentato dal WWF.

Torna quindi d’attualità la polemica che vede schierati da una parte gli ambientalisti, e dall’altra i favorevoli all’impianto di depurazione, già completato nel segmento di Carovigno e dotato di un moderno sistema di filtraggio. Entro la fine del 2013 si provvederà a collegare anche le aree di S.Vito dei Normanni e di S.Michele Salentino. Lo step successivo sarà quello di allungare lo condotta sottomarina del consorzio ASI per lo scarico delle acque reflue in mare.

Intanto, paradossalmente, i vecchi depuratori di Ceglie, Latiano, Francavilla e Mesagne continuano a scaricare liquami nel Canale Reale, e a Carovigno, San Vito e S.Michele i reflui urbani finiscono direttamente nella falda. Perchè non autorizzare, a questo punto, la messa in funzione dell’impianto di Bufalaria e lo scarcio provvisorio nell’area di Torre Guaceto?

E’ la domanda che si pongono il sindaco di S.Vito, Alberto Magli e il segretario dei Comunisti di Carovigno, Tonino Mosaico, tenuto conto che l’acqua filtrata non avrebbe conseguenze pesanti sull’ecosistema, a differenza di quanto accade per gli altri depuratori. Per questo Mosaico ha scritto al direttore generale di ARPA Puglia e al presidente Nichi Vendola, sollecitandoli a intervenire sulla questione, per analizzare la qualità delle acque refleue dei depuratori che attualmente scaricano nel Canale Reale, il livello di inquinamento degli scarichi occasionali e non autorizzati e inoltre per conoscere lo stato di salute del sottosuolo.