Strage Morvillo, ‘la notte prima’ di Sabrina e Vanessa

French students work on the test of Phil

BRINDISI  –   Notte prima degli esami. Notte, forse, prima della sentenza. Notte prima di… prima di chissà che cosa. Di certo, una vigilia di questo tipo rischia di diventare un fardello pesante, quasi impossibile da sostenere a quell’età. L’età in cui si sogna, si vola con la fantasia, ci si immagina il proprio futuro

E invece… 18 giugno 2013, la notte prima degli esami per tutti gli studenti d’Italia.

Per loro, per Sabrina Ribezzi e Valentina Capodieci, rimaste ferite nell’attentato del 10 maggio scorso, ferite nel corpo e nell’anima, sarà una notte diversa. Davanti agli occhi di chi ha visto morire la povera Melissa, amata amica del cuore, sarà impossibile non ripensare a quei momenti tragici. A quel dolore e a quella voglia di reagire che poi le ha portate di fronte al loro ‘baubau’ prima, nell’aula del Tribunale e di fronte ai loro docenti dopo, in un’aula di scuola. Nel mezzo, poche centinaia di metri, vero crocevia di destini incrociati, ma  anche del passaggio dalla fanciullezza alla maturità.

Quella vera, quella che non serviranno certo centesimi da contare o pagelle da mostrare comunque orgogliose. La sentenza potrebbe arrivare prima dell’esame. Oppure, durante lo stesso.

Dividere i due momenti, con puntate addosso le telecamere di mezzo mondo, per loro sarà impossibile. Per loro, paradossalmente, sarà persino impossibile copiare dal vicino di banco o indossare una cartucciera, come qualsiasi altro studente.

Per loro, la notte prima di… sarà qualcosa di diverso. Oltre le tracce, oltre i voti e oltre gli articoli di giornale o dei servizi televisivi. Notte prima di… qualcosa. E quel qualcosa, lo sanno solo loro.