Consorzi e tasse, da domani la settimana di fuoco della maggioranza regionale

sede REGIONE PUGLIA

BARI  –  Prima una riunione di maggioranza, poi il passaggio in Commissione. Comincia la sette giorni cruciale per la il centrosinistra regionale alle prese – tra le altre cose – con uno degli scogli più difficili da superare:il nodo Consorzi di bonifica.

Nelle prossime ore se ne parlerà in un vertice di maggioranza allargata convocato dal governatore Nichi Vendola. Per la prima volta, infatti, a ricevere l’invito a partecipare sono stati i partiti di centro, attualmente all’opposizione. UDC e Scelta Civica.

In realtà nella riunione delle prossime ore, sono due i punti all’ordine del giorno. Bilancio e Consorzi.

Il primo, infatti, si incentrerà essenzialmente sulla riduzione delle tasse. Un atto voluto e dovuto perchè nell’aria c’è il pronunciamento della Corte Costituzionale che con ogni probabilità boccerà il ritocco agli scaglioni di reddito approvato a fine anno. Dunque si dovrà necessariamente intervenire e lo si farà riducendo l’addizionale IRPEF. Questo è un provvedimento che probabilmente sarà approvato a strettissimo giro e – se la Consulta darà torto alla Regione – dovrà essere retroattivo, ovvero dovrà valere da gennaio scorso e non dal 2014 come vede la prassi.

L’assessore al Bilancio della Regione Leonardo Di Gioia, però, avrebbe mostrato l’intenzione di ragionare su un piccolo ritocco anche delle altre aliquote, IRBA e IRAP. Il principio è che se bisogna ridurre le tasse meglio farlo tutto insieme e non attendere dicembre – come generalmente si fa – per riprendere nuovamente l’argomento.

Se sulle tasse ci sarà certamente l’unanimità, l’altro scoglio, il più grosso, divide la maggioranza.

Ed è il ritorno alle cartelle esattoriali per i consorzi di bonifica. Gli enti che ricevono costanti e massicci finanziamenti regionali – l’ultimo del calibro di 20 milioni di euro – per non continuare ad essere pesante zavorra dovrebbero ritornare ad auto sostenersi. E l’unico modo – pare – sia il ritorno alle cartelle (sospese nel 2005); questo significa che gli agricoltori devono tornare a pagare per il servizio di cui usufruiscono. Sebbene dalle opposizioni si continui a dire che anche i servizi non sono garantiti. Quanto, come e da quando è un problema che non si riesce a risolvere. Ma che questo provvedimento fosse nell’aria era cosa nota. Da quando nel Consiglio regionale di febbraio 2012 fu approvata la legge di riforma dei Consorzi. Che però fino ad oggi non ha dato risultati.