‘Natuzzi’, lavoratori tra rabbia e preoccupazione. Il 19 tavolo regionale

stabilimento Natuzzi

TARANTO  –  Con una tenda sono in presidio davanti ai cancelli della ‘Natuzzi’, decine di operai. Tengono in piedi lo sciopero ad oltranza avviato nei giorni scorsi dopo la notizia della possibile delocalizzazione in Brasile del lavoro della fabbrica laertina.

E dopo la presa di posizione dell’azienda sul sistema di turnazione degli operai. “La crisi – ha detto Antonio Stasi, segretario della FILLEA-CGIL di Tarantonon può essere pagata solo da alcuni dipendenti e il rischio che quella turnazione finisse per essere la croce di alcuni e la delizia di altri era troppo forte per non essere considerata una proposta da rigettare – dice Stasi – in più va sottolineato che lo sciopero di questi giorni è un grido d’allarme che non muove dalla contestazione su quei turni ma sull’assenza vergognosa di piani e prospettive future. Abbiamo bisogno di chiarezza e fino ad allora continueremo il nostro sit in”, dice Stasi affianco ai 1.900 a rischio licenziamento.

Da tre giorni, i 400 dipendenti di ‘Natuzzi’, che già lavorano in regime di rotazione, sono scesi in strada, presidiando i cancelli dello stabilimento. La mobilitazione è la risposta all’annuncio del patron Pasquale Natuzzi dato alle organizzazioni sindacali di procedere ad un piano di esuberi di 1.900 unità per la contrazione significativa di commesse.

Prossima tappa quella di un tavolo regionale previsto per mercoledì 19 giugno.