Il mondo accademico sorpreso, “ora si cambi”

emilio miccolis

LECCE  –  L’arresto di Emilio Miccolis coglie in contropiede un po’ tutti. C’è sorpresa, nel mondo accademico quanto in quello del sindacato. C’è stupore anche tra chi ha portato a galla, registratore alla mano, le prove che oggi sostanziano l’accusa di tentata concussione in capo all’ex direttore amministrativo dell’Università del Salento.

“Non ce lo aspettavamo”, ripete Dino De Pascalis, il sindacalista della CGIL che, assieme a Tiziano Margiotta della UIL, ha dato il via alle indagini. “Essendo passato tanto tempo – continua De Pascalis – non immaginavamo che ci sarebbe stata questa evoluzione. È giusto che si vada fino in fondo e che si appurino anche altre posizioni. Il rettore Domenico Laforgia ha voluto fortemente Miccolis nel ruolo di direttore amministrativo. Per lo meno indirettamente, crediamo esistano sue responsabilità”. Parole dure, che meriterebbero una replica che, però, per il momento non c’è, poichè nella mattinata il cellulare del rettore è risultato spento e il telefono della sua segreteria ha squillato a vuoto.

La riflessione, tuttavia, va anche oltre. Va subito oltre. Perchè i domiciliari di Miccolis arrivano in uno dei momenti più delicati per la vita dell’Ateneo. A luglio, si terranno le elezioni per il nuovo rettore. E la bufera giudiziaria potrebbe anche avere l’effetto di scompaginare le carte in tavola. Sono cauti i giudizi dei candidati in corsa per lo scranno più alto di piazzetta Tancredi. L’unico a non rispondere, per quanto abbiamo provato a contattarlo sul cellulare, è Vincenzo Zara, 52 enne, docente di Biochimica e prorettore con delega alla Didattica.

Giovanni Laudizi, 63enne, docente di Letteratura latina invece lo ribadisce: “Sono sorpreso, ma aspettiamo che la Magistratura faccia il suo corso. Inutile condannare ora. Però, confermo quanto detto dai sindacalisti: Miccolis è stato fortemente voluto da Laforgia, anche di fronte alle perplessità di qualcuno. Ero presente io stesso in Senato accademico, al momento della scelta”.

Michele Carducci, 50enne, docente di Diritto costituzionale, non ne fa una questione personale. “Ma – dice – questa vicenda ci pone l’obbligo e il dovere civile di non sottrarci più al tema della discontinuità rispetto alle ultime gestioni dell’Università”.

Il riferimento, per niente velato, va a ritroso e tira per la giacchetta anche la passata reggenza di Oronzo Limone. Anche quel mandato è tramontato sotto i colpi dell’azione della Procura. L’arresto di Miccolis, ora, getta ombre lunghe sulla gestione di Laforgia, comunque, lo precisiamo, non coinvolto nella vicenda.