Detenuto in Libia, il console incontra Mohamed

Mohamed Abou Hashima

TORRE S.SUSANNA (BR)   –  Ore decisive per il destino di Mohamed Abou Ashima, il 31enne italo-egiziano di Torre S.Susanna detenuto nel carcere di Misurata, in Libia, insieme al fratello da ormai 12 giorni: nelle prossime ore, il console italiano a Tripoli Pierluigi D’Elia incontrerà un giudice libico. Garanzia arrivata a margine di un’intensa trattativa tra i Ministeri degli Esteri dei due paesi.

L’incontro dovrebbe avvenire nella giornata di domenica con D’Elia che, nel frattempo, ha voluto rassicurare la moglie di Mohamed, fornendo supporto continuo e costante. A dispetto di quanto paventato in un primo momento, sarà il console in prima persona a raggiungere Misurata e, quindi, a incontrare l’italo-egiziano.

Adesso la famiglia attende fiduciosa ulteriori sviluppi, sostenuta come sempre dall’Associazione ‘Nessuno tocchi Caino’ che ha preso a cuore la storia di Mohamed. Il giovane era partito in Libia 9 mesi fa per lavorare nella macelleria del fratello minore. Poi lo spiacevole imprevisto che l’ha portato in prigione dopo aver esibito ad un posto di blocco il passaporto italiano, anzichè quello egiziano. Secondo la famiglia dell’uomo, il 31enne sarebbe stato scambiato per una spia. Un sospetto causato dai tiepidi e delicati rapporti che, ormai da tempo, fanno da cornice tra i due governi.

A preoccupare sono, comunque, le condizioni del giovane e le voci sul durissimo trattamento riservato ai detenuti nella nazione africana.