Sospetto inquinamento dal depuratore: 2 indagati

depuratore Otranto

OTRANTO (LE)  –   Sono due i nomi finiti nel registro degli indagati per l’inchiesta sul depuratore di Otranto. Si tratta di due responsabili di ‘Pura depurazioni’, la società che per conto dell’Acquedotto Pugliese, gestisce l’impianto.

Il sostituto procuratore Antonio Negro, sulla scorta dei numerosi esposti presentati dai cittadini, ha aperto un fascicolo d’inchiesta ipotizzando l’accusa di inquinamento ambientale.

Le indagini, avviate da alcuni mesi, sono state affidate ai carabinieri del NOE di Lecce, al comando del maggiore Nicola Candido, che hanno già depositato la prima parte dell’informativa. Alla luce dei risultati degli accertamenti fin qui condotti, i militari hanno ricevuto una nuova delega di indagine, per approfondire alcuni aspetti sospetti.

Secondo quanto denunciato e confermato in sede di ascolto dai residenti della zona limitrofa, alle porte della ‘città dei Martiri’, vicino al campo sportivo, il cattivo odore derivante dal depuratore che scarica i reflui in falda, in alcuni periodi dell’anno, sarebbe insostenibile. Soprattutto d’estate, quando la popolazione aumenta a causa dei numerosi turisti che si riversano a Otranto l’impianto risulterebbe sottodimensionato.

Non solo. Dalle documentazione che il NOE ha acquisito nella sede della Regione Puglia, in quella della provincia e nel municipio, è emerso che la condotta in falda sarebbe dovuta essere sostituita con una sottomarina, proprio per evitare il problema dello scarico, entro il 31 dicembre dello scorso anno. Ma così ancora non è stato. Di parere diverso il sindaco di Otranto Luciano Cariddi, convinto del fatto che la Regione abbia già concesso una proroga di un anno a quel termine.

L’inchiesta corre parallela alle altre che si sono abbattute sugli impianti di depurazione pugliesi e che hanno scatenato un terremoto tra i vertici di AQP, fino alle dimissioni rassegnate dall’amministratore unico Gioacchino Maselli.