Le idee riformiste del MRS trovano ogni giorno valide e autorevoli conferme. La Società Geografica Italiana: “Riordiniamo il Paese con soli 36 nuovi enti”

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I buoni progetti hanno le gambe lunghe e certamente diventeranno realtà. E’ il caso del Movimento Regione Salento che da anni propone idee innovative e riformiste e che, per primo in Italia, ha proposto una revisione dell’organigramma statale a partire dall’eliminazione delle Province, per finire ad un regionalismo moderno ed efficace.

Abbiamo dimostrato di essere lungimiranti presentando già tre anni fa la nostra proposta di riforma costituzionale disegnando un’Italia a 30 regioni e illustrando i vantaggi che una tale riforma avrebbe comportato. Abbiamo incassato scetticismi e derisioni. Avevamo un’idea che consideravamo buona per il Paese e per il nostro territorio e l’abbiamo portata avanti con coraggio e determinazione.

Oggi a darci ragione è anche un autorevole studio della Società Geografica Italiana che individua una riforma del riordino territoriale per far ripartire il Paese. Una proposta che si colloca nel solco già tracciato dal nostro movimento in tempi non sospetti e che avvalora ulteriormente la bontà del progetto di una ridefinizione delle Regioni sia nei confini territoriali che nella gestione amministrativa.

Nell’ottica di uno snellimento degli enti superflui, enti, consorzi e agenzie, autentici ‘poltronifici’ della classe politica, utilizzati a fini clientelari e sopradimensionati, in prospettiva di un nuovo regionalismo che sia giusto contrappeso alla centralità di uno Stato che non funziona in modo efficiente, la Società Geografica Italiana propone un modello riformista per una riorganizzazione dello Stato con 36 enti territoriali. Le possiamo chiamare Regioni, Province, Dipartimenti, poco cambia nella sostanza. Noi lo diciamo da anni, servono cabine di regia che siano autonome, con poteri, risorse, funzioni e capacità rappresentativa. Nel nostro caso una Regione Salento. Un modello virtuoso da esportare.

Questo porta nella direzione di un neoregionalismo di prospettiva europea e di respiro modernista. Guardando all’Europa, solo in Italia esistono quattro livelli di governo (Stato, Regioni, Province e Comuni).

Il bisogno è ormai inderogabile. Regioni con statuti leggeri e improntati alla massima efficacia, che valorizzino l’identità senza svilire il patrimonio unitario nazionale, ma solo per gestire meglio le competenze e le attribuzioni ‘devolute’ dallo Stato. Regioni omogenee che sfruttino al meglio il federalismo fiscale, funzionale e in grado di produrre un risparmio sulla spesa pubblica del 50%.

L’Italia che verrà sarà composta da 30/36 Regioni (o Dipartimenti). I tempi sono maturi ormai per una coraggiosa presa di posizione sul sistema statale senza pregiudizi e steccati.

In questo senso il nostro Movimento svolge un prezioso ruolo politico e culturale in grado di aiutare il Governo a ricercare le soluzioni migliori sulla base di studi e analisi, talmente valide e autorevoli da essere condivise anche da soggetti altamente specializzati come la Società Geografica Italiana.

Il Movimento Regione Salento non è più una voce fuori dal coro, non abbiamo rappresentanza parlamentare, ma abbiamo le idee giuste da proporre all’attenzione dei partiti.

Ufficio Stampa

Movimento Regione Salento