CIG in ritardo cronico, si passa ai decreti ingiuntivi contro INPS

INPS -Lecce

LECCE –  Non sembra essere più il tempo della mediazione politica. Contro i ritardi cronici nelle erogazioni della cassa integrazione in deroga, si passa alle vie legali: decreti ingiuntivi di pagamento nei confronti dell’INPS.

È l’ipotesi estrema, l’ultima spiaggia per cercare di dare risposte ai lavoratori inchiodati all’ultima indennità ricevuta ad ottobre. Da allora, il nulla.

La prima causa pilota è già stata studiata dagli uffici legali della CGIL e partirà nei prossimi giorni. Mira ad ottenere rapidamente lo sblocco delle mensilità arretrate, fino ad arrivare al pignoramento dei beni INPS. D’altronde, la prova del ‘mancato pagamento’ del credito è nei fatti.

Al giudice si chiederà di riconoscere a stretto giro la validità del titolo esecutivo, almeno per le due indennità ancora scoperte del 2012. Per il sindacato, infatti, si tratta di diritti acquisiti, di fronte ai quali non potrebbe trovare spazio la giustificazione che ancora non è stato riconosciuto a livello nazionale il riparto delle quote per la copertura finale dell’anno precedente.

La causa, per il momento singola, partirà da un lavoratore del TAC. Se accolta, servirà a gettare il sasso nello stagno. Da Lecce al resto della Puglia e dell’Italia. Punta a fare da testa d’ariete per lo sblocco delle CIG arretrate. Mira, però, anche a sollevare il polverone rispetto ad un panorama politico per il momento dormiente, perchè si svegli e inizi il pressing sul governo. Stando alle stime della CGIL, solo a Lecce, su 4.178, sono 3.000 i lavoratori che ancora non hanno percepito le mensilità di novembre e dicembre. 20.000 in tutta la Puglia. Oltre il danno, però, c’è la beffa: in moltissimi casi, nella gran parte dei casi, non sono state erogate neppure le indennità del 2013, da gennaio a maggio.

Situazione insostenibile e che continua a passare sotto coperta. Eppure, la prospettiva continua ad essere drammatica. Nelle scorse ore, il vertice a Roma tra il ministro al Welfare Giovannini e gli assessori regionali al Lavoro hanno cementato e dato sostanza alle mezze frasi: ad agosto i rubinetti degli ammortizzatori sociali saranno già chiusi e le aziende saranno costrette a licenziare. Senza le risorse che il governo dovrà trovare, non si potrà procedere più a nuovi accordi o alle proroghe dei precedenti, anche in Puglia, come già successo in altre 11 regioni. Lo scenario che si apre è da terremoto: sono 44.000 i cittadini pugliesi interessati, tra CIG e mobilità. E la metà, come si diceva, è già con l’acqua alla gola a causa di portafogli a secco da ottobre.

Gli 85,2 milioni di euro liberati da Roma qualche giorno fa, infatti, non sono risorse che servono per i prossimi mesi, ma già impegnate per il 1° quadrimestre 2013“Prendo atto della nuova strategia della CGIL, anche perchè le nostre preoccupazioni sono state confermate – ammette l’assessore regionale al Lavoro Leo Caroli -. Se anche ricevessimo le ulteriori risorse del recente decreto approvato dal Governo Letta, potremmo garantire copertura non oltre il mese di luglio 2013. Del miliardo di euro sbandierato, rimangono in realtà 550 milioni di euro da dividere tra tutte le regioni. Soldi che esistono poi solo sulla carta. Vanno ancora trovati, poi occorrerà la decretazione e il trasferimento nelle casse dell”INPS. Sui tempi ancora non ci si è neppure espressi”.

Ai parlamentari del territorio il compito di iniziare a farsi sentire.