Sgominata ‘cooperativa dello spaccio’: 7 arresti

carabinieri

TRICASE (LE)  –  Più che un’associazione a delinquere, una cooperativa di mutuo soccorso, dedita allo spaccio di eroina: 7 persone sono state arrestate nell’operazione dei carabinieri ‘cavallo rampante’, chiamata così perchè spesso la vendita della droga è avvenuta ai piedi dell’enorme statua che si trova nel rione Castromediano, all’ingresso del Comune di Cavallino.

Ma l’operazione riguarda l’intera provincia di Lecce, a partire dalla zona sotto la giurisdizione della Compagnia carabinieri di Tricase, comandata dal capitano Andrea Bettini. Gli arrestati sono: Marco Rizzello, 40enne di Montesano salentino; Salvatore Carbone, 37enne di Miggiano; Riccardo Fuso, 30enne di Lecce; Francesco De Rinaldis, 42enne di Lecce; Antonio Romano, 30enne di Supersano; Valentino Accogli, 22enne di Scorrano; Fabio Rocco Coluccia, 38enne di Castrignano dei greci.

Tutti, nonostante la giovanissima età di alcuni, sono vecchissime conoscenze delle forze dell’ordine. Quest’ultimo era già stato arrestato e condannato per resistenza a pubblico ufficiale quando, nel 2011, insieme ad Andrea Giaffreda, forzò un posto di blocco: due carabinieri restarono feriti. Rizzello e Carbone, pur non esistendo una struttura gerarchica ben precisa, rappresentano i leader del gruppo. Carbone vantava la protezione di Giuseppe Strummiello, arrestato nel novembre 2008 nel corso dell’operazione ‘pit stop’, ma che in questo caso non c’entra nulla con l’attività di reperimento e vendita della droga.

Ognuno si occupava della propria zona di residenza: il capo, l’entroterra magliese, e Lecce città. E quando qualcuno restava ‘a secco’, chiamava l’altro per chiedere rifornimento per i propri clienti. Clienti ai quali, con delle telefonate prima di ogni appuntamento, veniva intimato di presentarsi nel posto e nell’ora stabilita da soli e a piedi. Queste ‘raccomandazioni’ le faceva anche la fidanzata di Carbone. A quest’ultimo, l’ordinanza di custodia cautelare è stata notifica nel Carcere di Foggia, dove era già detenuto sempre per spaccio.

La droga recuperata durante gli arresti in flagranza non è molta: solo 15 grammi. E non è un caso: chi spaccia ormai sa che deve avere con sè piccole quantità di stupefacente, per essere solo segnalato per assunzione e non arrestato per la vendita. Ma la lunga attività investigativa ha svelato il meccanismo. In un caso, un cliente è stato minacciato: gli è stato intimato di ritrattare le dichiarazioni rese ai carabinieri.