Al bando i pesticidi nel Salento, parte la petizione per il cibo sano

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CASTIGLIONE D’OTRANTO (LE)  –   Il via è ufficiale. Parte ‘No alla chimica in agricoltura. Vietiamo i pesticidi nel Salento’, la prima petizione pubblica (http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2013N41219)
per chiedere di inibire sul territorio della provincia di Lecce, l’uso di fitofarmaci chimici,
in particolar modo di quelli classificati come “tossici”, “molto tossici” e “nocivi”, e di regolamentare in maniera restrittiva l’utilizzo di quelli catalogati come “irritanti” e “non classificati” e dei fertilizzanti sintetici.

Una prospettiva fattibile, ecologicamente ed economicamente sostenibile, figlia di un modo diverso, alternativo, di concepire l’agricoltura e la svolta vera per l’agricoltura nel Salento. Ci si è confrontati su questo a Castiglione d’Otranto, dove da mesi si sperimenta il ritorno collettivo alla terra, con decine di ettari incolti ceduti in comodato d’uso gratuito a un gruppo di giovani e trasformati in produzioni biologiche.

Un dialogo aperto, direttamente sui campi, ha chiamato a raccolta l’altro mondo agricolo locale, quello impegnato sul fronte del biologico, del biodinamico, dell’organico, assieme a movimenti, istituzioni, semplici cittadini. Al centro, la nuova consapevolezza sulla qualità alimentare, le conseguenze per ambiente e persone derivanti dall’uso scriteriato di fitofarmaci, tenendo presente che da tempo studi medico-scientifici rilevano che “l’esposizione a pesticidi anche a dosi bassissime, rappresenta un rischio per la salute umana, in special modo durante le prime fasi della vita, comportando una documentata associazione a specifiche patologie cancerogene, in particolare linfomi, mielomi e leucemie” (TAR Trento, sentenza del 14 gennaio 2011).

Dunque, il sogno della svolta. La petizione, cartacea e on line sul portale petizionepubblica.it, mira a raccogliere almeno 1.000 firme nei prossimi mesi, per poi essere recapitata a Ministero dell’Agricoltura, Regione Puglia, Provincia di Lecce e a tutti i sindaci, perchè adottino ordinanze e regolamenti sovracomunali in grado di frenare un abuso che, stando ai dati più aggiornati di ARPA Puglia, solo nel 2010 ha visto la vendita di 155.000 quintali di prodotto distribuito in tutta la regione, 2 milioni di kg solo in provincia di Lecce.