Palasport scoperchiato, chiesto il rinvio a giudizio per il costruttore

tribunale

TORRE S.SUSANNA (BR)  –  Frode e rovina. Dopo quasi 3 anni da quel luglio 2010, quando la struttura venne letteralmente scoperchiata dal forte vento, il pubblico ministero Raffaele Casto, ha formulato richiesta di rinvio a giudizio  per Edoardo Sale, legale rappresentante della eredi Sale, la ditta costruttrice del famigerato palazzetto di Torre S.Susanna.

Era stato il sindaco Costantino Galasso a presentare esposto denuncia in procura nei giorni seguenti a quel temporale, capace di rendere inutilizzabile una struttura inaugurata solo qualche mese prima dalla precedente amministrazione comunale.

A Sale sono contestati i reati di “rovina di edificio” e soprattutto “frode in pubbliche forniture”. Proprio su questa tesi si è basava la denuncia del Comune che, dopo un sopralluogo effettuato all’interno del palazzetto, rilevò l’utilizzo di materiali scadenti utilizzati nella costruzione. Una costruzione lunga, faticosa, non priva di problematiche. La struttura ha sempre accusato, sin dall’inizio dei lavori e più precisamente nel 2005, gravissime lacune strutturali. Tanto che nei giorni di pioggia su spalti e tribune si venivano a formare vere e proprie cascate. Di più.  Il palazzetto è sempre stato sprovvisto di qualsiasi certificazione di agibilità per quanto, al suo interno, si siano già svolte diverse manifestazioni sportive e culturali.

Oltre al danno, la beffa. La ditta appaltatrice fece domanda di arbitrato per di un contenzioso di 580.00 € in cui, tra le altre cose, si chiede un risarcimento al Comune di Torre per i danni di immagine causati dal mancato collaudo. Ma la storia non finisce qui, visto che il palasport è stato in questi tre anni, l’argomento più dibattuto anche da un punto di vista politico. Il PDL in particolare, ha più volte accusato il sindaco di “aver ucciso lo sport a Torre”, adducendo all’amministrazione Galasso le colpe del mancato utilizzo della struttura. Galasso, però, ha tenuto duro. Lo ha fatto anche Casto che ha chiesto il rinvio a giudizio per il costruttore. L’udienza preliminare, fissata dal gup Paola Liaci per il prossimo 12 novembre, sarà il prossimo tassello di un complicato mosaico. Reso indecifrabile dalla tanta acqua caduta in questi anni nel palazzetto dello sport.