La Provincia di Lecce parte civile nel processo Ilva

conferenza stampa in Provincia di Lecce 1

LECCE  –  Sembra essere questione di giorni: la Provincia di Lecce si costituirà parte civile nel processo che si aprirà a carico dei vertici Ilva. Non solo. È intenzionata a trascinare in un giudizio autonomo anche l’ENEL per il presunto inquinamento derivante dalla centrale di Cerano, a Brindisi.

Si passa dunque alle vie legali, valutando una strategia giudiziaria complessiva affidata al legale Francesca Conte. È uno dei pilastri della politica ambientale di Palazzo dei Celestini.

“Non un modo per fare cassa – è stato precisato – ma per dare il segno di una presenza”. Che il Salento leccese paghi le conseguenze più drammatiche dal punto di vista sanitario e oncologico in particolare dell’effetto provocato dai due colossi industriali, è noto. I dati scientifici, a partire dagli studi del CNR di Lecce sull’andamento dei venti, hanno dato la prima conferma già anni fa. Ma la prova dell’esistenza del nesso causale tra emissioni e insorgenza di tumori continua a rimanere terreno giuridicamente scosceso. Dunque, ora, si dovrà procedere a mettere a sistema i dati e le informazioni ambientali pure esistenti e sulla base di questi, procedere a dare sostanza alle azioni legali che si ha intenzione di portare avanti.

La decisione è figlia, in realtà, di una grande consapevolezza maturata sul territorio da lungo tempo. E forse è anche il tentativo di un argine giudiziario laddove la politica non è riuscita finora ad arrivare, a far sentire il suo peso comune. Le conseguenze, però, ambientali e dirette dei fumi industriali nel raggio di 70-80 km sembrano essere certe e la Provincia di Lecce è sicura di avere in mano gli elementi per tirare dritto.

Non solo i grandi gruppi industriali. La nuova strategia legale, punta a alzare il tiro della vigilanza anche sulla fase di post gestione delle discariche di Ugento, Cavallino, Poggiardo, Corigliano e Nardò, tutte da mettere in sicurezza dopo la loro chiusura. Anche da questa attività di controllo potrebbero scaturire azioni legali.

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 Foto di Giuseppe Pizzo