Ilva, Bondi è il commissario

Enrico Bondi

TARANTO  –  Il governo ha deciso di ricorrere al commissariamento temporaneo dell’Ilva finalizzato a realizzare le prescrizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per il risanamento che l’azienda ha attuato solo in parte senza interrompere la produzione.

Ed il nome scelto è quello di Enrico Bondi. Avrà una durata ‘massima’ di 36 mesi e potrà avvalersi di due sub-commissari, uno nominato dal ministero dello Sviluppo e uno da quello dell’Ambiente.

Il commissariamento è previsto in presenza di uno “stabilimento di interesse strategico nazionale la cui attività produttiva comporti pericoli degradanti per l’integrità dell’ambiente e della saluta a causa della inosservanza delle norme”, recita il provvedimento.

Necessaria la nomina di un commissario che consenta di far convergere tutte le risorse disponibili sugli interventi” di risanamento ambientale, ha detto il ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato in aula alla Camera, chiarendo che in questo modo verrà garantita “una corretta gestione dell’attività produttiva”.

Al termine di questa fase di gestione eccezionale e straordinaria potranno essere ricostituiti gli ordinari organi di amministrazione, restituendo alla proprietà il pieno controllo dell’azienda e le risorse economiche residue ove esistenti”, ha aggiunto il ministro che ha anche dichiarato: “Siamo consapevoli che il risanamento non può essere condotto con la necessaria convinzione da chi ha determinato l’allarme ambientale di cui stiamo discutendo e che mette a rischio tante persone”.

Un’eventuale chiusura dell’Ilva di Taranto – ha specificato ancora Zanonato – avrebbe un impatto economico negativo per 8 miliardi di euro annui. Tuttavia gli investimenti realizzati in questi anni non sono stati sufficienti a riequilibrare il rapporto tra produzione, salute e ambiente, visto che molte disposizioni totalmente o parzialmente disattese dall’aziendaDalle decisioni che vengono prese sull’Ilva – ha concluso Zanonato – dipende il futuro della siderurgia italiana e più in generale la credibilità del nostro Paese”.