Geometra scomparso, tatuaggio e vestiti identificano Danese

Vittorio Danese

BRINDISI –  Il tatuaggio e il vestiario non lasciano dubbi. Il corpo ritrovato il 12 aprile nelle vicinanze dell’isola di Scedro, in Croazia, è quello di Vittorio Danese, il geometra brindisino scomparso il 15 marzo.

E’ quanto comunicato dall’Interpol alla Questura di Brindisi, ma sarà comunque la prova del DNA ad ufficializzare l’identità del cadavere custodito da oltre un mese e mezzo in uno degli ospedali di Spalato.

Nei prossimi giorni i familiari del 41enne raggiungeranno la Croazia per sottoporsi all’accertamento disposto dalle autorità locali. Il mistero della scomparsa sembra, quindi, destinato al tragico epilogo: Vittorio sarebbe morto in mare in seguito al naufragio del motoscafo sul quale viaggiava in compagnia del 62enne albanese Teodoraq Rexehepaj.

Insieme erano partiti dal porticciolo turistico di Brindisi a metà marzo, diretti verso Valona, ma durante il tragitto una violenta burrasca ha travolto l’imbarcazione. Il corpo dello skipper albanese è stato recuperato il 1° aprile lungo la costa croata. Pochi giorni dopo il mare ha restituito un altro cadavere, trascinato alla deriva per centinaia di chilometri: una circostanza resa nota soltanto nei giorni scorsi, quando il sospetto che potesse trattarsi della salma di Danese, insinuato dalla famiglia Rexehepaj, è diventato una certezza, per la presenza di quel tatuaggio e per i vestiti, gli stessi indossati da Vittorio al momento della partenza.

Resta il giallo sul perchè di quel viaggio, un viaggio segreto di cui nemmeno Vincenza Bufalo, compagna e madre dei figli del geometra brindisino, era a conoscenza. Vittorio voleva raggiungere a tutti i costi il ‘paese delle aquile’, sfidando persino il maltempo. Probabilmente lo ha fatto per tentare di risolvere le difficoltà economiche della sua impresa.