Case murate e mai messe in sicurezza, così sprofonda San Pio

rione S.Pio a Lecce 7

LECCE  –  “E’ una disperazione”, ripete il fruttivendolo scuotendo la testa. Forse è vero, a vivere nel degrado più totale non ci si abitua mai. Eccolo San Pio, il quartiere ‘spezzato’ nel cuore di Lecce, dove la differenza la fa solo la gente.

Le vecchie case minime sono state svuotate pochi mesi fa.

Nessuna recinzione, nessuna protezione. Cadono i calcinacci, i balconi vengono giù a pezzi, i fili rimangono penzolanti e intorno è come se nulla fosse. C’è di certo un problema di messa in sicurezza. Evidente, chiarissimo. Ignorato.

Eppure, in questa girandola di vecchie palazzine decadenti c’è ancora chi ci abita, a piani alterni, a fabbricati alterni. E fa i conti con la pericolosità e lo squallore a cui via Sozy Carafa è lasciata. In alcuni casi, non c’è neppure il portone, lo scantinato a portata di mano, vecchi depositi di ferro e una puzza di gas e latrina insopportabile.

San Pio si aspettava una pioggia di finanziamenti per la rigenerazione urbana. È rimasta con l’amaro in bocca e in mano un pugno di mosche. Le vecchie palazzine verdi che c’erano qui sono state abbattute nell’aprile dello scorso anno, nel pieno della campagna elettorale per le amministrative. I lavori per la nuova ludoteca comunale avrebbero dovuto partire a dicembre. Sono stati consegnati il 15 maggio alla ditta e per il momento, tranne alcune tracce disegnate a terra, non c’è segno del cantiere.

Il quartiere doveva rinascere da lì, per riappropriarsi di un’identità che è andata perduta.

Per ora, il vuoto rimane. Nelle macerie rase al suolo, nei relitti urbani murati. Nelle nuove case popolari che si aspettano invano, da 5 anni. Dovevano essere consegnate nel 2008, ora sono il dirimpettaio per niente decente dei residenti che sono stati spostati in quest’altro casermone.

Si aspetta che qualcuno si accorga della situazione, ma la pazienza è al limite a San Pio, il quartiere che non ha più santi ai quali votarsi.

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