Vigilanti licenziati al ‘Fazzi’, l’azienda diserta l’incontro. E’ scontro

vertenza  6

LECCE  –   E’ un braccio di ferro che non si attenua e che anzi, si inasprisce ancora di più. La Securpol Security diserta l’incontro convocato dalla ASL di Lecce nella tarda mattinata e non sembra voler mollare la presa sulla mancata assunzione ad oggi, dei 17 vigilanti del ‘Fazzi’ e del SERT di Lecce. 

La nuova azienda di Racale è subentrata nell’appalto sabato 1° giugno e, stando alle clausole sociali obbligatorie previste nello stesso bando di gara, avrebbe dovuto assorbire con effetto immediato i lavoratori rinvenienti dal precedente appalto in mano alla Velialpol.

Invece, per il momento i vigilanti rimangono nel guado: hanno già ricevuto la comunicazione del licenziamento dalla prima impresa e non sono stati ancora assunti dalla seconda che ritiene da parte sua, tramite una nota fatta pervenire in mattinata in via Miglietta, di non essere obbligata ad assumerli subito. Quando sabato il nuovo affidatario è subentrato, però, la sorpresa amarissima per i vigilanti è stata di trovare nuovi colleghi al loro posto. E apriti cielo!

L’azienda ha chiesto di avviare una procedura di conciliazione con la ASL di fronte agli uffici della Provincia. La Direzione amministrativa di via Miglietta, da parte sua, medita una diffida per inadempienze contrattuali. I lavoratori, nelle prossime ore, busseranno alla porta del prefetto di Lecce.

Il sospetto, comunque non confermato, è che la Securpol Security stia aspettando la collocazione dei dipendenti nelle liste di mobilità per poi assumerli godendo di sgravi fiscali. Ma la tensione è alle stelle. E crea un problema nel problema. Perchè non è solo una questione di quando l’assunzione sarà fatta, ma anche di come sarà fatta: l’azienda ritiene di dover assumere solo la metà dei vigilanti precedentemente in attività, 12 su 24.

Sindacati e ASL, invece, ritengono che la riduzione del servizio del 30% debba corrispondere non a un dimezzamento della forza-lavoro, ma ad una altrettanta riduzione del personale, che dovrebbe scendere dunque non a 12 ma a 17 unità. Ognuno però per il momento rimane arroccato sulle sue posizioni. E’ per questo che la vera mediazione si chiederà, appunto, direttamente al prefetto.

 

[portfolio_slideshow]

Foto di Antonio Castelluzzo