Ilva, il ministro: “AIA non rispettata”. E il gip concede l’uso degli impianti

Ilva

TARANTO  –  I sigilli rimangono, ma il gip del Tribunale di Taranto Patrizia Todisco concede all’Ilva la facoltà d’uso degli impianti dell’area a caldo sequestrati nello scorso luglio.  A patto però – è precisato  nell’ordinanza – che “siano rispettate le prescrizioni dell’AIA”.

Il tutto mentre a Palazzo Chigi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi, il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato e quello dell’Ambiente Andrea Orlando, tenevano un vertice alla fine del quale è stato proprio Orlando ad annunciare che “l’Ilva non ha rispettato l’AIA e pertanto bisogna intervenire”.

Le 48 ore di fuoco per il siderurgico sono, per ora, segnate dal precipitare degli eventi.

Orlando, che non ha precisato quali saranno le misure che il governo prenderà sul siderurgico, ha illustrato, le “considerazioni preliminari” fatte dall’ISPRA al termine dell’ispezione compiuta con l’ARPA Puglia nell’azienda il 28, il 29 e 30 maggio scorso. Le criticità riguardano i sistemi per la movimentazione dei materiali trasportati via nave che non corrispondono alla regola europea, i tempi previsti per la copertura completa dei nastri trasportatori che “restano significativamente superiori ai vincoli inizialmente imposti dall’AIA” e i superamenti del limite di emissione consentita per le quantità di polvere nel flusso di vapore acqueo in uscita dalle torri di spegnimento.

Nelle prossime ore spetterà al governo riferire alla Camera e probabilmente ci sarà un accenno sulle scelte che si intende intraprendere. E proprio per questo a Bari i parlamentari hanno disertato il vertice convocato dal presidente della Regione Puglia per discutere dell’emergenza Ilva. “Un’occasione persa per avere un quadro ricco delle questioni in campo”, ha commentato Vendola scegliendo comunque di tenere l’incontro.

Presenti solo quattro parlamentari di Sinistra Ecologia e Libertà tra i quali Toni Matarrelli e Dario Stefàno. E poi assessori, consiglieri regionali di tutti i partiti, Confindustria, Sindacati, il sindaco di Taranto Ezio Stefàno e il direttore di ARPA Puglia Assennato. Nell’incontro è stato presentato un lungo rapporto che ricostruisce la storia dell’Ilva dalla prima pietra nel 1960 ad oggi. E sul domani, Vendola è stato chiaro: “Non c’è alcun futuro per l’Ilva legato ai Riva: occorre la separazione dei destini ed andare verso il commissariamento straordinario dell’Ilva. Per la Regione Puglia è una posizione secca, non negoziabile. Negoziamo da nove mesi e ci ritroviamo al punto di partenza: bisogna cambiare testa”.

Dunque, è questo quello che il governatore si aspetta dal premier Letta. Un commissariamento straordinario che escluda i Riva.

I dati del registro tumori di Taranto, mostrati durante l’incontro, hanno ricordato ancora una volta l’entità del dramma. Donne e uomini muoiono a Taranto più che in tutta Italia di tumore alla pelle, al polmone, per linfoma di Hodgkin e non Hodgkin. Con percentuali rispetto al resto della Regione e dell’Italia nettamente superiori al 50%.

E alla fine ancora una volta l’appello allo sblocco del patto di stabilità per dare via libera alle bonifiche. “Promettere interventi senza aprire il salvadanaio significa prendere per i fondelli i cittadini” ha detto Vendola concludendo che “questo va spiegato bene al governo e per questo era importante che i deputati fossero presenti”.