Ilva, ARPA: “Ritardi su AIA”. Governo: “Entro il 5 la soluzione”

ILVA

TARANTO    Dovrebbe essere tutto risolto o meglio deciso entro il 5 giugno, parliamo del caso Ilva. Il governo promette che entro la settimana si pronuncerà sul da farsi.

Tra le ipotesi in campo, quella del ‘blind trust’, un’operazione finanziaria con cui la famiglia Riva potrebbe conferire gran parte della Riva Fire, oggetto del maxi sequestro del gip di Taranto, a terzi, precisamente ad un commissario.

Un ‘operazione che potrebbe favorire un possibile dissequestro delle risorse della capogruppo, consentendo all’eventuale commissario di agire garantendo investimenti e continuità produttiva delle imprese a valle.

Intanto il gruppo ispettivo dell’ARPA ha concluso la seconda verifica sull’attuazione dell’AIA. L’Ilva è stata per tre giorni al vaglio di una dozzina di tecnici che presenteranno nei prossimi giorni la relazione conclusiva dei controlli, al ministro dell’Ambiente Andrea Orlando.

Guidato da Alfredo Pini, il gruppo ispettivo, con la sua relazione avrà ruolo determinante nella scelta del governo sul commissariamento o meno dell’Ilva. Quanto al rispetto dell’AIA, sarebbero emersi diversi ritardi e inadempienze. E non solo. Sono state registrate emissioni in parte, oltre i parametri di legge, oltre che altri due episodi di slopping. E poi l’AIA non sarebbe stata rispettata sulla  chiusura dei nastri trasportatori dai quattro lati, per una lunghezza di 90 chilometri. Chiusura che doveva essere portata a termine in tre mesi.

Ilva, dal canto suo, ha elencato nel verbale 90 punti che ritiene invece di aver ottemperato. Si va dalle misure per i parchi a quelle per i ‘wind days’, dall’efficienza della captazione dei gas allo studio per il convogliamento delle emissioni diffuse, dalla durata delle emissioni visibili ai tempi di distillazione del fossile.

Insomma, una lunga serie di misure attuate che però non concorda affatto con le evidenze segnalate dagli ispettori dell’ARPA. Incoerenze e contraddizioni che sarà il governo stesso a sbrogliare. I legali della società del gruppo Riva intanto hanno presentato al Tribunale di Taranto un ricorso al Riesame contro il decreto di sequestro preventivo firmato dal gip Patrizia Todisco che impegna 8,1 milioni di euro.