Chiedono donazioni per i bambini malati di cancro, denunciate 3 ragazze per truffa

carabinieri

COLLEPASSO (LE) –  “Siamo volontarie dell’associazione ‘Mondo dei bimbi’ e raccogliamo fondi per i bambini malati di cancro”. Sono decine le persone che si sono sentite ripetere questa frase dopo aver aperto la porta di casa a giovani donne che con pettorina e volantini con il logo dell’associazione si presentavano come operatrici dell’associazione di beneficenza chiedendo un aiuto economico per bambini malati e per loro famiglie.

Una truffa bella e buona perchè il denaro ricevuto dalle ignare vittime finiva nelle loro tasche. Come accertato dai carabinieri della Compagnia di Gallipoli, la onlus mondo dei bambini non esiste, il nome stesso è inventato così come le presunte collaborazioni con i reparti di Oncologia sparsi in tutta Italia.

Dopo una serie di ricerche e riscontri, i militari sono riusciti ad individuare le tre ragazze che con il porta a porta hanno truffato diversi cittadini di Aradeo. Hanno 24, 25 e 19 anni e sono tutte di Collepasso. Sono state denunciate per  per truffa in concorso, aggravata e continuata.

Le false volontarie partivano per raccogliere fondi in tutto il Salento vestite di tutto punto con  t-shirts, depliants pubblicitari, tesserini di riconoscimento e false autorizzazioni. Sulle ricevute erano stampati anche i recapiti telefonici: ma chi, dopo aver versato il suo obolo, chiamava per avere chiarimenti si sentiva rispondere da una commercialista siciliana che, già da tempo, assolutamente estranea alla vicenda, aveva denunciato le singolari telefonate ricevute. A mettere i carabinieri sulla pista giusta, la denuncia di un cittadino di Aradeo: la madre era stata truffata.

Da parte di un privato cittadino la cui anziana madre era appena stata vittima della truffa. La donna, sentita dai carabinieri, riferiva di avere dato dei soldi alle volontarie della sedicente organizzazione di volontari ‘Mondo dei bimbi‘ ma di avere avuto dei dubbi quando, proprio chiamando il numero telefonico indicato sulla ricevuta, si era sentita rispondere che nulla era vero.

L’ immediata verifica fatta dai carabinieri ha permesso di accertare che in effetti l’associazione esisteva solo sulla carta e che il numero telefonico indicato sulle ricevute nulla aveva a che fare con la falsa associazione, sono tutt’ora in corso approfondite indagini ed accertamenti per acclarare l’eventuale esistenza di altri complici, ed il verificarsi di altri episodi analoghi. Le truffatrici non esitavano, in molti casi, a millantare una sorta di partnership con grandi ospedali e case di cura di importanza nazionale.

Evidente anche il danno indiretto arrecato a tutte le associazioni vere ed in regola, che infatti tengono molto a mettere in guardia da un fenomeno che oltre alla realtà locale, risulta sempre più esteso a livello nazionale. “Quando si decide di versare dei soldi per beneficenza – è la raccomandazione dei carabinieri – è bene diffidare di chi fa richieste estemporanee, magari per strada  e comunque verificare sempre l’affidabilità di chi promuove la raccolta”. E se e quando si nutrono dei sospetti, “la regola numero uno è denunciare l’accaduto con tempestività al più vicino presidio dell’Arma”.