Presunte mazzette a Buonerba, l’informativa arriva in Procura

Massimo Buonerba

LECCE   Sono arrivati al 2° piano del Palazzo di giustizia con due malloppi pesanti di carte, gli uomini del nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Lecce. Pesanti quanto l’imbarazzo e i mal di pancia che l’inchiesta ha provocato alla vecchia amministrazione di Palazzo Carafa.

Quanto i fili e i pali del filobus che hanno deturpato il centro cittadino. Pagine su pagine, scritte nero su bianco, anche alla luce degli accertamenti condotti dagli investigatori elvetici che hanno sequestrato i due conti correnti da 2 milioni e 800.000 € del professor Massimo Buonerba, l’ex consulente giuridico dell’allora sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone, dando il via alle indagini anche qui, a Lecce.

Indagini che hanno portato a due arresti. Le manette sono state strette attorno ai polsi del professore perugino Giordano Franceschini prima, e del professor Massimo Buonerba, poi. Quest’ultimo ha trascorso ben tre mesi di custodia cautelare in carcere con l’accusa di concussione.

In quei conti svizzeri avrebbe depositato, secondo le accuse ipotizzate dal procuratore Cataldo Motta e dall’aggiunto Antonio De Donno, il presunto provento delle mazzette ricevute proprio nell’abito della realizzazione di quell’opera faraonica, da 25 milioni di euro, che ha inevitabilmente danneggiato il volto della città. “Una mente raffinata“, si legge nell’ordinanza che lo condusse in carcere, firmata dal giudice delle indagini preliminari Antonia Martalò,  capace di far sparire migliaia e migliaia di euro, avvalendosi dell’aiuto di una decina di complici che i magistrati ritengono partecipi di una vera e propria associazione finalizzata “alla commissione di truffe ai danni dell’Amministrazione Pubblica, corruzione di Pubblici Ufficiali, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, ricettazione e riciclaggio”.

Insieme con Franceschini e Buonerba, sono indagati il figlio Roberto, Angelo Ferrari, ex funzionario di una banca di Lugano, e due suoi familiari Olivieri Ferrari e Renata Ferrari, Nicoletta Messina, l’imprenditore bolognese Giorgio Zoboli, Dario Fabbriciani, Giampiero Della Massa e Federico De Vittori. Le accuse mosse nei loro confronti, a vario titolo, sono quelle di associazione per delinquere, riciclaggio e truffa ai danni del Comune di Lecce.

Ora che l’informativa conclusiva, frutto anche delle risultanze delle valutazioni effettuate sui conti svizzeri del professore, è giunta sulla scrivania del pm, tutto è pronto per chiudere il cerchio. E l’avviso di conclusione delle indagini preliminari non tarderà ad arrivare.