Province, il governo punta all’abolizione entro quest’anno

Dario Franceschini-Gaetano Quagliarello

E all’improvviso l’accelerata. L’Italia è ad un passo dall’abolizione delle Province. Fonti governative riferiscono che per settembre dovrebbe essere dato il colpo di spugna ufficiale agli enti della discordia.

Discordia perchè per anni se ne è parlato, per anni il dibattito è stato diviso tra chi voleva sopprimerle a causa degli eccessivi costi e delle pochissime funzioni effettive, e chi invece voleva difenderle a spada tratta.

E invece ora tutti d’accordo. Nelle scorse ore, i ministri Quagliarello e Franceschini hanno tenuto colloqui con i partiti  e sull’intenzione di dare il via al treno delle riforme c’è il consenso unanime. Anche del Movimento 5 Stelle. E uno dei tasselli fondamentali di questo treno sarà appunto la soppressione delle Province. L’intenzione pare essere quella di stralciare dal pacchetto di riforme, un ddl costituzionale ad hoc così da poter far partire subito la riforma delle autonomie locali.

Domani sarà il presidente del Consiglio Enrico Letta a parlarne sia alla Camera che al Senato. Il premier illustrerà le priorità che il governo intende seguire, non tralasciando appunto il tema clou anche perchè inserito nelle linee programmatiche del governo. E pare che ostacoli non ce ne saranno. Emendamenti o mozioni forse sì, ma il punto è che ormai tutti si siano resi conto della necessità di rivedere l’architettura dello Stato.

Al fianco della Commissione dei 40 è già al lavoro il sottosegretario agli Affari regionali e alle Autonomie Walter Ferrazza. E non a caso. Il MIR, infatti, ha sposato il progetto riformista del Movimento Regione Salento, che a sua volta è stato recepito dalla Società Geografica Italiana. Recepito e rilanciato. Dalle 30 regioni immaginate dal Movimento Regione Salento, la Società Geografica Italiana ne ha – invece – studiate 36 perchè partendo dalla geografia economica, dalle infrastrutture, dalle caratteristiche identitarie e da una serie di altri fattori, sono stati rivisti anche i confini ridisegnando così totalmente l’Italia.

E questa, con ogni probabilità, sarà la seconda fase della riforma dello Stato. Una volta archiviata l’abolizione delle Province si proseguirà il dibattito cercando di eliminare ulteriori scalini di spesa che oggi sono divenuti insopportabili.