Ritrovato cadavere carbonizzato, è mistero a Francavilla

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FRANCAVILLA FONTANA (BR)  –   Morto carbonizzato, trovato a terra sull’asfalto, affianco alla carcassa della sua auto incenerita. Lasciando in sospeso tante domande. Ma anche un vuoto grande così in chi lo conosceva. Ritrovato all’alba, il corpo senza vita di Giovanni ‘Gianni’ Itta, edicolante di Francavilla Fontana, quello un po’ matto che se li chiedi di aprire a mezzanotte perchè ti serve un fumetto, lui lo fa.

Quella buffa Fiat Punto rossa, che a Francavilla conoscevano tutti, ha preso fuoco qualche minuto dopo le 6, prima del solito giro per i bar e gli uffici della città, dove Gianni consegnava puntuale i quotidiani. Ma non c’è stato tempo neppure per l’ultimo giro. Per cause ancora in corso d’accertamento, la Fiat Punto rossa, che alcuni residenti avevano visto parcheggiata già da un po’ nella piazzola di sosta di un tratto della strada provinciale 52, a circa un chilometro dal centro abitato, è stata avvolta dalle fiamme.

Sono stati proprio i residenti ad allertare le forze dell’ordine, i vigili del fuoco ed i soccorsi. All’arrivo dei pompieri, la Punto era ancora avvolta dalla violenza spigionata dal fuoco. Per Gianni, però, riverso a terra senza vita, non c’è stato più nulla da fare. Il corpo, carbonizzato, è stato ritrovato sul lato posteriore della sua auto. Mentre quella buffa utilitaria rossa era ormai diventata uno scheletro senza più forma o colore. Sul posto, i carabinieri della locale Compagnia, coordinati dal capitano Giuseppe Prudente e gli uomini della Scientifica.

Saranno i loro rilievi a determinare l’esatta dinamica. Gli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero Marco D’Agostino, non escludono alcuna pista ma si propende per un gesto estremo, figlio di un malessere che l’edicolante avvertiva già da tempo. Figlio di un professore universitario noto economista e con incarichi anche ministeriali, il 47enne era da circa due anni, proprietario dell’edicola di via Dante, nel centro storico di Francavilla. Gianni Itta, nella ‘città degli Imperiali’ era da tutti considerato un brav’uomo, un povero diavolo. Un po’ strano, magari, ma sempre gentile, disponibile, sorridente. L’edicolante matto, insomma, a cui tutti volevano bene.


Giovanni Itta