Ilva, il ministro: “Assunzione di responsabilità verso il paese”

Flavio Zanonato

TARANTO  –   Le dimissioni del CdA dell’Ilva hanno gettato una luce sinistra sui 40.000 lavoratori che da questo momento in poi potrebbero rimanere in mezzo ad una strada. Non sono solo quelli impiegati a Taranto naturalmente, la questione riguarda gli operai Ilva di tutta l’Italia. 

Qualcosa si saprà di più lunedì pomeriggio, al termine del primo incontro tra il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, e l’amministratore delegato dell’Ilva Enrico Bondi, incontro al quale sarebbe stato invitato anche Vendola.

“Il governo –  dice il ministro – è impegnato a far sì che i due diritti fondamentali alla salute e al lavoro possano essere garantiti. Per questo tutte le istituzioni e la direzione dell’Ilva sono chiamate in questo momento a una forte assunzione di responsabilità verso il Paese”.

Le reazioni alle dimissioni del CdA si sono susseguite nel corso di tutta la giornata: Vendola ha rivolto un appello al presidente del Consiglio Enrico Letta per la convocazione a Palazzo Chigi di tutti i protagonisti sociali e istituzionali della vertenza Ilva.

Lo stesso hanno fatto il deputato del PDL Raffaele Fitto e l’ex ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo parlando di una sottovalutazione del governo Monti dell’enormità della questione Ilva.

Duro il leader dei Verdi Angelo Bonelli che sostiene come le dimissioni dal board dell’Ilva siano semplicemente una reazione al sequestro dei beni dei Riva e dimostrano che “non c’è mai stata la reale volontà di investire le risorse adeguate per affrontare uno dei maggiori disastri ambientali del Paese e d’Europa. Ora queste risorse diventino la garanzia per le bonifiche, il risanamento e il risarcimento per la città di Taranto”.

Non sono mancate le reazioni dei sindacati. Il segretario nazionale FIM CISL, Marco Bentivogli, così come dalla CGIL Susanna Camusso, chiedono garanzie nella continuità di gestione: l’azienda deve rimanere nelle mani di Enrico Bondi e del presidente Bruno Ferrante, affinchè si prosegua il lavoro delicato di gestione industriale, di risanamento ambientale e di riqualificazione industriale. “È giunta l’ora che il governo si assuma direttamente la responsabilità della gestione dello stabilimento tarantino”, dice il segretario generale della UILM, Rocco Palombella.