Gasdotto TAP, il ministro Bray: “Cercheremo di evitare ferite al territorio”

Massimo Bray

SAN FOCA (LE)  –  Avevano affidato a lui, a Massimo Bray, l’appello perchè nella intricata vicenda riguardante il gasdotto TAP, Roma tenga conto anche della contrarietà del territorio, espressa dal Consiglio comunale di  Melendugno e da Regione Puglia.

Ora agli attivisti NO TAP è direttamente il ministro alla Cultura e al Turismo a rispondere. E lo fa all’indomani dell’approvazione da parte del governo Letta del disegno di legge per la ratifica parlamentare dell’accordo intergovernativo firmato lo scorso 13 febbraio ad Atene tra Grecia, Albania ed Italia. Dunque, in Consiglio dei Ministri la questione è già arrivata e la richiesta fatta propria da Bray di “evitare ferite al territorio”.

Potrebbe in parte far ben sperare chi di una mega infrastruttura del genere sulla costa di San Foca, non vuole sentirne parlare. Certo, è un’apertura. La prima del governo sulla questione, visto che finora è andato avanti a passo spedito. Ma questo non significa affatto che la situazione possa capovolgersi. Che Roma voglia il mega gasdotto è chiaro nella strategia geopolitica europea e nella guerra per strappare l’egemonia sul gas della Russia. Ma aldilà della geopolitica, c’è il territorio e la richiesta di tenerne conto si fa sempre più pressante.

La ratifica di ieri è un passo avanti per la multinazionale che aspira a portare fin qui l”oro azzurro’ del giacimento azero di Shah Deniz. L’esultanza delle scorse ore è indicativa. “L’adozione del testo, a meno di un mese dall’insediamento del nuovo esecutivo, rappresentano per TAP la conferma e la continuità del sostegno italiano al progetto”, ha detto il country manager Italia della Trans Adriatic Pipeline, Giampaolo Russo.

Un boccone amaro che non è andato giù all’assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro, che ha detto: “Le ratifiche al buio non ci piacciono. Non abbiamo mai visto i documenti. A quanto risulta, la documentazione non è ancora stata prodotta dalla società che beneficia di una proroga, fino a settembre. Capisco che la TAP fosse impegnata a catalizzare consensi ma ritengo irrispettosa verso la Puglia questa condotta. L’opera così come ci è stata presentata è irricevibile per il territorio. Esistono questioni di sicurezza non affrontate. Ci è stato detto che ci sarebbe stato dimostrato il contrario. Ma non abbiamo visto nulla!”.