Caso Ilva: il Riesame scarcera Specchia, l’ex direttore della Provincia di Taranto

toga

LECCE  –  E’ tornato in libertà l’ex direttore generale della Provincia di Taranto Vincenzo Specchia, attualmente segretario generale al Comune di Lecce, finito agli arresti domiciliari con l’accusa di tentata concussione nell’ambito dell’inchiesta sull’Ilva. Il Tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare che il giudice delle indagini preliminari, Patrizia Todisco, aveva emesso nei suoi confronti su istanza del difensore, l’avvocato Andrea Sambati.

Disposti, invece, gli arresti domiciliari per l’ex assessore provinciale Michele Conserva (assistito dall’avvocato Michele Rossetti).

Entrambi gli indagati sono finiti in manette insieme all’ex presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido, e l’ex responsabile delle pubbliche relazioni dell’Ilva Girolamo Archinà nell’ambito dell’operazione ‘Ambiente svenduto’.

Secondo l’accusa, Florido e Conserva avrebbero agito in piena comunione di intenti per favorire l’Ilva, non lesinando pressioni sui dirigenti del settore Ambiente della Provincia. L’ex dirigente Luigi Romandini ha dichiarato ai finanzieri del gruppo di Taranto di essere stato invitato nell’ufficio di Florido e di essere stato invitato a evadere le richieste provenienti dall’Ilva quasi ‘ad horas’.

“Di fronte alla mia legittima e doverosa richiesta di esaminarle nei tempi dovuti – ha detto Romandini nell’interrogatorio a cui è stato sottoposto dagli inquirenti – egli mi rispondeva “se non se la sente faccia due righe e si dimetta” in coincidenza con il conferimento di incarico al direttore generale Vincenzo Specchia le pressioni e le attività intimidatorie nei miei confronti divennero più accentuate e furono portate avanti da Specchia che mi dichiarava di agire su espressa volontà del presidente che asseriva essere scontento della mia attività perchè non in linea con i suoi voleri e adirato con me tanto da avere deciso di allontanarmi con ogni mezzo dalla direzione del settore”.

Non si conoscono ancora le motivazioni della decisione dei giudici delle libertà. Per saperne di più bisognerà attendere i prossimi giorni.