Alta velocità al palo. Moretti: “Per ora neanche i Frecciargento”

freccia argento

BARI  –  La sensazione è che sia arrivato in Puglia conscio del fatto che, da quando con una sciabolata ha falciato i collegamenti ferroviari del Salento scollegandolo dal resto d’Italia, il clima che lo avrebbe accolto non sarebbe certo stato di festa.

E’ così è stato. Nel convegno a tema organizzato a Bari dalla Gazzetta del Mezzogiorno, Mauro Moretti, amministratore delegato di Trenitalia, ha dovuto render conto delle sue scelte passate e future. Spazientito, poco incline al rispondere alle domande dei giornalisti, Moretti alla fine ha consegnato il suo punto di vista. E lo ha fatto senza mezzi termini.

“Siamo un’impresa, pensiamo ai numeri”, ha risposto algidamente quando gli è stato chiesto del perchè Trenitalia abbia isolato Lecce e Taranto, tagliando le corse notturne e lasciando a terra tanti cittadini. “Dobbiamo far di conto – ha detto Moretti –  e facciamo i treni in relazione alla capacità di poterli ripagare; tutti i treni che devono esser fatti sottocosto non sono un problema solo nostro, ma devono dipendere dalla mano pubblica (come la Regione) che deve mettere a disposizioni risorse per fare i contratti di servizio”.

E con la stessa intensità ha risposto all’altra questione importante. Perchè qui in Puglia circolano sulla linea adriatica ancora treni che vanno a 150/180 km/h quando poi nel resto d’Italia in tre ore con i Frecciarossa si arriva ovunque?

“Bisogna connettere le città in 4 ore al massimo – ha ribattuto Moretti con forza -. E’ Inutile che io metta un Frecciarossa quando le ore sono la bellezza di 7 e ne posso ridurre una, arrivando sempre a 6. Non è servizio da treno”.

Niente Frecciarossa, ha incassato la platea. E allora che almeno si concedano i Frecciargento che in Italia sono la normalità ovunque. Ma Moretti ha tuonato non celando il nervosismo per l’insistenza: “Se non rende non lo faccio, perchè ce ne sono già tanti che sono qui e non rendono”.

I governatori delle Regioni adriatiche presenti – Friuli, Abruzzo, Molise e Pugliahanno mostrato l’impegno a progettare interventi che possano eliminare i colli di bottiglia (i restringimenti in sostanza) così da passare quantomeno all’alta capacità su tutta la linea adriatica. E questo è un intervento che vale 1 miliardo ed è realizzabile nel giro di due, tre anni.

“E’ alla nostra portata”, ha detto il governatore Vendola ai colleghi. Cosa sulla quale punta anche Giuseppe Sciarrone, amministratore delegato di NTV società che produce il treno veloce privato Italo: “Se le infrastrutture vengono migliorate, chiederemo di aprire alla concorrenza così da poter contribuire ad incrementare anche in Puglia l’offerta dei treni”.

Ultimo passaggio sull’alta velocità Napoli-Bari-Lecce-Taranto. Bisognerà davvero attendere il 2028 come annunciato dall’assessore ai Trasporti della Regione Giovanni Giannini? “Assolutamente sì – conferma concludendo Moretti – stiamo lavorando su queste cose. A breve avremo la progettazione completa sulla parte più importante, ovvero il valico. Quella è l’opera fondamentale: mettere in relazione Bari-Napoli in 3 ore. Vuol dire cambiare il meridione”.

Già… ma forse non tutto!