25 anni di spreco e pericolo, ecco il palazzetto incompiuto

Tricase

TRICASE (LE)    –  Da lontano, con quei pilastri lasciati a metà e lo scheletro di cemento su un letto di rovi, ha le sembianze di una navicella mai decollata. Si sono alternate almeno dieci amministrazioni da allora. E il problema si è continuamente rimpallato. Alla fine, una soluzione tarda ancora ad arrivare e quello che spreco era spreco continua ad essere. Di almeno mezzo milione di euro.

Avrebbe dovuto essere il gioiellino di Campo Verde, sulla strada per Lucugnano, la ciliegina sulla torta di una zona votata allo sport, stretta tra Stadio comunale San Vito, piscina provinciale, nuovo palazzetto per volley e basket, le scuole a due passi. Avrebbe dovuto, appunto. È diventato, invece, un inno allo spreco, alla mala gestione della Pubblica Amministrazione. Una storia lunga.

Iniziata già nell”86 con un progetto per il quale Palazzo Gallone ha ottenuto un mutuo di circa 1 miliardo e 240 milioni delle vecchie lire. I lavori iniziarono dopo due anni, assegnati alla ditta ‘Gallo’ di Martano. Sono proseguiti a singhiozzo, tra intoppi di cantiere e riserve messe per iscritto dall’impresa. È da lì che è scaturito il braccio di ferro, culminato con un lodo arbitrale che ha visto il Comune soccombere. Alla fine del ’95, intanto, il contratto venne sciolto. E i lavori si sono fermati allo stato in cui sono oggi: gradinate completate, scale e ingressi realizzati. Ma poi speroni di ferro innalzati al cielo, una copertura mai arrivata, a cui si è aggiunto il declino degli anni: rifiuti abbandonati, erbacce, una situazione di pericolo non più gestita, visto che non c’è neppure una recinzione a sbarrare l’accesso al cantiere infinito, nonostante la zona sia frequentata soprattutto da ragazzi.

Ciò che resta è il fiume di denaro sprecato. Almeno mezzo milione degli attuali euro. Una parte dei soldi derivanti dal vecchio mutuo contratto nell”86, infatti, sono stati stornati poi sul secondo palazzetto, portato a compimento, quello sì, dopo 23 anni. Per il primo non c’è nessun nuovo progetto nel cassetto e non rientra tra le priorità dell’Amministrazione di Antonio Coppola che invece, ha per quello scheletro di calcestruzzo un’idea diversa: cambiare il tipo di impostazione, trasformarla in un Teatro comunale, magari attraverso una copertura in legno meno costosa. Una prospettiva che per il momento è ancora in fase embrionale, realizzabile solo nel medio periodo. Con tempi che battono ritmi diversi almeno da quelli della messa in sicurezza.