Via Brenta: si riparte da zero anche con Poli e Maresca. Falso, 3 anni a Naccarelli. Assolti Solombrino e Brunetti

via Brenta

LECCE    Colpo di scena nel processo sulla presunta truffa con i palazzi di via Brenta. Il giudice Stefano Sernia tira in ballo l’allora primo cittadino Adriana Poli Bortone e il segretario comunale pro tempore Domenico Maresca. Non solo, le indagini ripartono da zero.

E ripartono dai presunti falsi. Concorso in abuso d’ufficio e peculato che per il dottore Sernia, sarebbero stati commessi a vario titolo da tutti gli imputati e dai due nuovi indiziati.

Si tratta di accuse su cui il giudice monocratico non può pronunciarsi. Gli atti ritornano in Procura, con la ghigliottina della vicina prescrizione dei nuovi reati contestati che in realtà, non sarebbe neppure tanto vicina. E’ prevista per il 2018, con la possibilità di proroga per ulteriori 2 anni e mezzo.

Ma andiamo con ordine.

Alla lettura del dispositivo il giudice si è pronunciato solo su una parte delle contestazioni. E in particolare sul presunto falso, per cui il procuratore aggiunto Antonio De Donno aveva chiesto la condanna dell’allora dirigente del servizio economico e finanziario Giuseppe Naccarelli; l’ex direttore generale Piergiorgio Solombrino; e del geometra Roberto Brunetti.

Al primo è stata inflitta la condanna a 3 anni di reclusione e l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Gli altri due sono stati assolti, Solombrino perchè il fatto non sussiste; Brunetti, perchè il fatto non costituisce reato.

Per tutti, compresi Naccarelli, Solombrino, Brunetti, oltre all’allora sindaco Poli, a Maresca, e agli altri imputati nel processo: l’ex assessore al Bilancio Ennio De Leo; il legale rappresentate della ‘Socoge’, società costruttrice dei palazzi, Pietro Guagnano, l’ex consulente giuridico della Poli, Massimo Buonerba, il tecnico Maurizio Ricercato e i quattro imputati milanesi della finanziaria ‘Selmabippiemme’, il giudice ha trasmesso nuovamente gli atti alla Procura che dovrà ricominciare da zero.