Commando armato assalta benzinaio a Squinzano, 4.000 € il bottino

rapina a benzinaio di Squinzano

SQUINZANO (LE)   –   Luigi Mazzotta, è la vittima di una rapina avvenuta nel centro del paese, alla luce del sole e sotto gli occhi di tanti testimoni che hanno assistito impotenti alla scena. Il commando armato che in tarda mattinata gli ha teso l’agguato in via S.Vincenzo, conosceva bene l’itinerario che il benzinaio, titolare dell’Agip alla periferia di Squinzano, avrebbe seguito a bordo della sua Fiat 500 una volta chiusa l’area di servizio.

Hanno deciso di bloccarlo proprio nel cuore del paese, vicino all’Ufficio postale. Due persone incappucciate e armate di pistola e fucile a canne mozze hanno atteso che rallentasse all’angolo per assalirlo, aprire lo sportello dopo aver frantumato il finestrino del lato passeggero, tirarlo fuori e costringerlo a consegnare l’incasso, 4.000 €.

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Luigi Mazzotta però ha reagito, ha anche tentato una fuga a piedi, ma è stato colpito più volte con il calcio del fucile. Una reazione inaspettata probabilmente che ha fatto scatenare la furia dei banditi che hanno sparato un colpo. Sulla finestra dell’abitazione vicina il foro è evidente, fortunatamente dietro non c’era nessuno.

 Una volta arraffato l’incasso i banditi sono stati caricati da una Stilo station wagon con altre due persone a bordo e sono fuggiti a tutta velocità dileguandosi verso Torchiarolo. Banditi probabilmente inesperti, che hanno commesso una serie di errori grossolani: hanno abbandonato l’arma sul cruscotto dell’auto del benzinaio, forse mentre tentavano di tirarlo fuori ed hanno perso, sempre in auto, un coltello.

 Il luogo in cui è avvenuta la rapina è stato recintato dai carabinieri arrivati appena scattato l’allarme ed ora sono state avviate le indagini. Sul posto i carabinieri della Compagnia di Campi con il capitano Nicola Fasciano e il tenente Giovanni Porta.

Fondamentale la ricostruzione fatta dalla stessa vittima, dai numerosi testimoni, così come importante sarà l’analisi delle armi, alla ricerca di eventuali impronte.

Foto  di Stefano De Tommasi