Nodo Commissioni in maggioranza, tra ambizioni e pretese

Palazzo Regione Puglia

BARI  –  In via Capruzzi i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione devono superare un nuovo scoglio. Quello del rinnovo delle presidenze delle Commissioni che al giro di boa della legislatura devono essere riviste e rimaneggiate.

E l’accordo previsto già da due settimane, in realtà, tarda ad arrivare. Le questioni sul tavolo sono diverse.

Tanto per cominciare con l’addio al Consiglio regionale di Arcangelo Sannicandro, subentrato in Parlamento al posto del governatore Vendola, resta orfana di presidente la I Commissione, quella al Bilancio.

E non sarà presumibilmente l’unica. Traballa anche la presidenza della quarta commissione affidata ad Aurelio Gianfreda. I consiglieri di maggioranza avrebbero sollevato il problema e sarebbero intenzionati a sostituirlo per consentirgli di difendersi dall’accusa di pedopornografia nel processo che si celebrerà tra non molto – come da lui richiesto – con rito abbreviato.

E dunque il tira e molla tra i partiti non vede soluzioni. A chiedere la presidenza di una Commissione, sono stati tanto i Socialisti – ora nel gruppo Misto – che i Moderati e Popolari. I primi schiererebbero Pastore, ma non hanno ancora ottenuto risposta. I secondi hanno ricevuto il ‘no’ e tanto è bastato al capogruppo Canonico per annunciare il passaggio all’opposizione. Scelta per altro non condivisa da Buccoliero.

Anche la VII Commissione da sempre appannaggio dell’opposizione e ora in mano all’UdC, è stata rivendicata dal centrodestra. Ma su questa non dovrebbe cambiare nulla.

Cè poi la questione della commissione sanità. Non pochi sono stati i mugugni per il fatto che tanto l’Assessorato che la Commissione sono non solo in capo al PD ma soprattutto alla provincia di Foggia.

Insomma i tasselli da sistemare sono molti e incrociano aspirazioni e rivendicazioni territoriali e politiche, che nel complesso puzzle della maggioranza tardano ad andare a posto.

Da cambiare tutto, potrebbe, comunque cambiare poco. Affidando, dunque, la I Commissione al sellino Lonigro, la IV – se cambierà – al socialista Pastore e bocce ferme per il resto.

Per ora l’unico effetto che il ‘nodo Commissioni’ ha avuto in via Capruzzi è quello di dire addio a quella maggioranza allargata a 46 consiglieri che già si assaporava con l’ingresso dei nuovi eletti. 40 a 29, per ora, è la proporzione tra centrodestra e centrosinistra. E questo nella migliore delle ipotesi.