Wine Festival al carbone, la denuncia degli ambientalisti

'No al carbone'

BRINDISI  –  Cosa c’entra il vino con ENEL? Meglio, cosa c’entra il Wine Festival Onlus con la partnership di ENEL? Secondo i No al Carbone, assolutamente nulla. E proprio per questo gli attivisti brindisini criticano senza mezzi termine, un’operazione inaccettabile e vergognosa.

“400 ettari di terreno contaminati dalle polveri di carbone, 60 aziende agricole in ginocchio, 14 km di nastro trasportatore con il più grande disastro idrogeologico subito da questo territorio”.

Questi i numeri della centrale Federico II riportati dai No al Carbone che spiegano: “Il carbone è nemico della vita, quindi della natura, quindi dell’agricoltura ed anche del vino – eppure -. La vetrina della produzione vitivinicola locale viene sfregiata dal marchio che più di ogni altro è responsabile del declino di un settore che prima era il fiore all’occhiello di questo territorio. Tutto questo è inaccettabile, è semplicemente vergognoso e le responsabilità sono tutte di chi – spiegano gli ambientalisti – ancora crede questa terra evidentemente asservita ad ENEL ed è incapace di immaginare altri percorsi per questa città”.

Una posizione dura, quella dei No al Carbone. Pronti a chiedere “che si rimedi immediatamente e senza perdere ulteriore tempo. Chiediamo che l’Amministrazione comunale di Brindisi ritiri immediatamente il suo contributo per questa manifestazione, per non essere complici di questo schiaffo immorale al nostro territorio, se la Wine Festival Onlus non rinuncia ai soldi di ENEL. Il WineFestival – chiudono gli attivisti – è patrimonio della città e la città non è patrimonio di ENEL. Prima che sia troppo tardi, prima di svegliarci un giorno come i tarantini, ieri”.