Eolico tra i vigneti, da Cantina Due Palme l’appello alle istituzioni

angelo maci

CELLINO S.MARCO (BR)  –  Il presidente delle Cantine Due Palme, Angelo Maci, ha lanciato il suo appello contro l’eolico selvaggio dal palco della sua sala conferenze: “Lasciateci fare i contadini!”. Nessun pregiudizio contro le energie rinnovabili, infatti, Cellino e le zone limitrofe sono già a livelli record per la produzione di  rinnovabili, ma c’è l’esigenza di non sfregiare le terre del negroamaro con impianti invasivi che provocano la desertificazione delle campagne salentine.

Angelo Maci ha voluto rivolgere un appello alle istituzioni regionali e ai parlamentari presenti, insieme ai produttori del vino e agli ambientalisti, per proteggere un territorio vocato all’agricoltura.

Sferzanti le critiche di Antonello Caporale, giornalista del Fatto Quotidiano, alle politiche energetiche della Regione Puglia, che ha lasciato fiorire mega impianti ovunque, perchè ha reso più semplici le procedure autorizzative. Molto crudo anche l’interevento di Francesco di Lauro, del Collegio dei Probiviri di WWF Italia, che ha voluto far vedere il video della morte di un falco colpito da una pala eolica.

La difesa d’ufficio della Regione Puglia è toccata a Onofrio Introna, presidente del Consiglio regionale della Puglia, che ha ricordato la prima legge regionale del 2007 per regolare la materia, che fu poi bocciata: “Lo scempio si è consumato senza che potessimo impedirlo – ha detto – fino al 2010, quando abbiamo disciplinato gli insediamenti, garantendo tutela al paesaggio agli ulivi secolari e al suolo”. Sulla stessa linea difensiva Dario Stefàno che ha scaricato tutte le colpe sul governo centrale, reo di non essere intervenuto con una programmazione organica. Critiche anche agli incentivi che hanno scatenato gli speculatori.

Il fronte degli ambientalisti presenti a Cellino San Marco per dire ‘no’ all’eolico si divide solo sulla centrale a biomasse che dovrebbe sorgere per bruciare tutte le stoppie dei soci delle Cantine Due Palme, residui che non possono essere più bruciati nelle campagne, come si faceva un tempo, ma questo sarà argomento di discussione della prossima conferenza. Intanto, le istituzioni presenti ieri hanno accolto positivamente anche l’appello del Cavaliere Zonin, grande produttore di vino che ha scelto il Salento per la qualità delle sue uve, che ha chiesto di lasciare libere le campagne, di non sciupare la bellezza e di puntare sui giacimenti di gas come valida alternativa.