Il Finanziere arrestato per spaccio respinge le accuse: “Uso personale”

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Non ho mai spacciato. Acquistavo la droga per uso personale”. Ha respinto le accuse il finanziere finito ai domiciliari nel corso dell’operazione ‘The Tower’, scattata lunedì scorso. Si è tenuto nelle scorse ore il suo interrogatorio di garanzia al 5° piano del Palazzo di Giustizia di viale De Pietro.

L’Appuntato scelto Giuseppe Calcagnile, 46 anni, di Veglie, in servizio ad Otranto spiegato che dietro a quei contatti e a quelle telefonate intercettate sul suo cellulare di servizio non ci sarebbe stata alcuna attività illecita. Lui, secondo quanto ha affermato, davanti al Giudice delle Indagini Preliminari Vincenzo Brancato, avrebbe solamente acquistato lo stupefacente in quanto consumatore. Tanto da dichiarare che vorrebbe affidarsi alle cure del Sert.

Le indagini, condotte dal nucleo operativo della Compagnia di Campi, sono state avviate nel febbraio del 2011 dopo l’arresto di Mario Leone di Leverano, sorpreso con 41 grammi di cocaina appena ritirata da Tommaso Albanese. Il telefono del fornitore è stato il primo a finire sotto intercettazione. E le sue conversazioni hanno subito svelato l’esistenza di un’intensa attività di spaccio di cocaina. Così è emersa anche la figura del Finanziere.

Si legge nell’ordinanza: “La sostanza stupefacente sequestrata a Leone era stata fornita all’Albanese da Flavio Mello che, per il trasporto, si faceva coadiuvare da Giuseppe Calcagnile, appuntato scelto della Finanza presso il Comando di Otranto il quale, proprio per il suo ruolo, spesso veniva impiegato quale persona insospettabile alla quale affidare il compito di corriere dello stupefacente”. Ma Calcagnile ha spiegato di non aver mai sfruttato ed esibito il suo distintivo e di non essere stato mai fermato con lo stupefacente.

La sua difesa ha avanzato, davanti al GIP, istanza di scarcerazione.