Bombe-carta sotto casa, il sindaco Cascione ancora nel mirino

CELLINO S.MARCO (BR)   –   Un nuovo, l’ennesimo, il 5° attentato. Francesco Cascione, sindaco di Cellino S.Marco ed avvocato penalista, è ormai la vittima designata della criminalità che, la scorsa notte, ha preso di mira la sua abitazione di via Filzi, il cui portone di ingresso è stato danneggiato dall’esplosione di due bombe-carta di piccole dimensioni.

Eppure capaci di provocare danni e soprattutto paura. La deflagrazione, avvenuta poco dopo la mezzanotte, è stata poderosa, attirando l’attenzione del sindaco e della sua famiglia ma anche dei vicini di casa. Tutti in strada per cercare di capire cosa fosse accaduto.

Sul nuovo attacco frontale al capo dell’Amministrazione cellinese indagano ora i carabinieri del Comando provinciale di Brindisi e della Compagnia di Francavilla Fontana, già alle prese con altri atti intimidatori strettamente colelgati al sindaco e alla sua famiglia. Qualche settimana fa, la scoperta dell’incendio dell’abitazione estiva dei Cascione a Torre S.Gennaro, di proprietà della madre del sindaco, Rina Metrangolo, anche lei primo cittadino negli scorsi decenni. Villetta, per altro, rasa al suolo da un ordigno nel 2006 e poi ricostruita.

Ancora, nel 2011, sempre l’abitazione di via Filzi fu al centro di un attentato incendiario, consumato mentre il sindaco era dentro casa con la moglie. Nel mirino della criminalità cellinese anche altri amminsitratori. Nella notte tra il 18 e il 19 marzo scorso fu data alla fiamme l’auto dell’assessore ai Servizi sociali, Gabriele Elia. La vettura, una Fiat Croma, era intestata al padre  Raffaele Elia ex vice sindaco di Cellino, ma utilizzata dal figlio.

Clima infuocato, si diceva. Clima, soprattutto, di terrore in paese, dove si pensa che questi episodi siano ricollegati all’attività politica del primo cittadino e della sua Amministrazione.