Schiarita sul futuro di Sanitaservice, ma i sindacati disertano il tavolo

Sanitaservice

BARI  –  Le schiarite ci sono.  Almeno sul fronte dei lavoratori. Perchè, invece, su quello dei rapporti tra i sindacati è ancora buio pesto. CGIL, CISL e UIL disertato l’invito al tavolo unitario convocato a Bari dall’assessore alla Salute, Elena Gentile, per discutere dei contratti dei dipendenti di Sanitaservice.

Ma l’incontro non salta. “Ci sono in ballo le vite delle persone, occorre sanare in fretta la ferita inferta nella provincia di Lecce” ha detto la Gentile spiegando così il motivo per il quale non ha rimandato tutti a casa con un nulla di fatto, ma ha scelto di proseguire con le sigle sindacali presenti: USB,  CISAL, FSI, FIALS  e RSU. 

Nelle oltre tre ore di confronto le possibili soluzioni sono venute fuori.

Innanzitutto la possibilità, come chiesto da RSU, di disporre di circa 2.000 ore recuperabili tra personale  in pensionamento e  ausiliari da ricollocare. Questo si tradurrebbe con circa 4 ore settimanali in più per ciascun lavoratore a partire già dal 1° giugno.

Poi altre soluzioni individuate e proposte dal direttore generale della ASL Valdo Mellone. Riqualificare il personale di Sanitaservice per opere di bassa manutenzione, per il CUP dove ora ci sono infermieri che così potrebbero a loro volta, rafforzare i reparti, come anche sostituire il personale impegnato nelle aree ad alto rischio e destinato alle pulizie.

Tutte strade che seguono un criterio: dimostrare che a parità di mercato, conviene affidare quei servizi a Sanitaservice, con l’inderogabile clausola del pareggio di bilancio.

Se ne riparlerà venerdì nel prossimo vertice già convocato e al quale – si augura la Gentile – si spera prendano parte tutti i sindacati.

“All’altare si va in due”, ha chiuso la Gentile, augurandosi che il matrimonio tra i sindacati si celebri. “Ma le decisioni le prende l’azienda  – ha rilanciato il direttore generale Mellone –   che compra dalla societa in house ciò di cui ha bisogno e la società non può certo sottrarsi, perchè non c’è consenso sindacale”.