Duplice omicidio di Campi, presunto assassino e complice in silenzio

LECCE  –  Presunto assassino e presunto complice restano in silenzio. A parlare, per fornire le sue verità, è solo Franz Occhineri. Si sono svolti nelle scorse ore, davanti al Giudice delle Indagini Preliminari Cinzia Vergine, gli interrogatori di garanzia dei tre indagati per il duplice omicidio di Massimiliano Marino e l’amico Luca Greco. Tutti e tre arrestati, venerdì scorso dai Carabinieri del nucleo investigativo, diretti dal Cap. Biagio Marro, e dei colleghi della Compagnia di Campi.

Freddati a colpi di pistola, uccisi e poi gettati nella cisterna piena d’acqua, dove sono rimasti per circa due mesi.

Dietro il delitto ci sarebbe un movente passionale: pesanti apprezzamenti e avance che Marino avrebbe rivolto alla donna di Mino Perrino, il presunto killer. Per commettere l’omicidio, secondo il Sostituto Procuratore Giuseppe Capoccia che ha coordinato gli accertamenti, Perrino si sarebbe servito di due suoi amici: Luigi Tasco e Franz Occhineri. Il primo è rimasto in silenzio davanti al GIP, il secondo ha respinto le accuse e ha spiegato i suoi rapporti con gli altri due indagati. Perrino è il nuovo compagno della sua ex moglie, con cui ha sempre intrattenuto buoni rapporti. Si sentivano spesso quando lui andava a prendere il figlio. E il figlio sarebbe andato a prendere, nella villa in campagna, proprio il giorno dell’omicidio. Con il bambino sarebbe tornato a casa, senza incontrare gli altri due indagati.

Con Tasco, invece, avrebbe sempre avuto rapporti di lavoro. Quest’ultimo, infatti, avrebbe spesso prestato servizio presso la sua ditta edile. E, proprio per questo motivo, si sarebbero sentiti per telefono il giorno del delitto.

Tra l’altro Occhineri, assistito dall’Avvocato Giovanni Erroi, ha anche spiegato al Giudice che gli risulta difficile credere al movente passionale, ricostruito dagli inquirenti grazie alle dichiarazioni rese da un super testimone. Occhineri, infatti, di queste presunte avance non avrebbe mai sentito parlare.

Gli altri due indagati sono difesi dagli Avvocati Roberto Rella  e Francesco Tobia Caputo.

 

 

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