Pista sugli scogli? Allarme rosso per la macchia mediterranea

scogliera di Alliste

ALLISTE (LE)   –  Il sole tramonta sul mare di Alliste. È un via vai continuo su quella che dal 2010 è la pista ciclopedonale che va da località Capilungo a Torre Sinfonò, una lingua di spezzato calcareo lunga 2 km, realizzata a slalom direttamente sulla scogliera.

Piace a molti, certo. Non a tutti, ovvio.

E ora, a distanza di tre anni dall’inaugurazione, alimenta interrogativi e nuovi dubbi. Il 18 gennaio, infatti, la Provincia di Lecce, titolare del progetto e dell’opera, ha deliberato il preliminare con cui ha previsto uno stanziamento di 300.000 €, nel programma delle opere pubbliche di quest’anno.

Serviranno per la realizzazione del prolungamento della pista che nei suoi primi km è già costata 555.000 € a Palazzo dei Celestini. Nella nuova sezione dovrebbe, dunque, correre dal Canale dei diavoli fin giù, oltre località Posto Rosso, fino al confine con il territorio di Ugento.

Non si sa ancora come questo nuovo tratto sarà concepito, se continuerà l’andamento sinuoso del precedente o se cambierà registro. La riflessione è aperta. E, si diceva, i nodi sono tanti.

È possibile evitare che si ripeta l’impatto della pista precedente?

È possibile evitare cioè che il nuovo percorso pedonale, pure indispensabile a causa della mancanza dei marciapiedi lungo la provinciale di per sè pericolosa, arrivi proprio sulla scogliera, comportando necessariamente l’estirpazione della macchia mediterranea su quelle poche aree rimaste vergini?

È questo interrogativo a guidare il dibattito che si sta aprendo sulla nuova opera che dovrà essere realizzata, ancora non si sa quando.

La marina di Alliste non rientra in nessun parco, ma la macchia è la stessa, segnalata sugli stessi cartelli come ad elevato valore botanico. D’altronde, alcune specie che crescono qui sono pure tra quelle della lista rossa europea, a rischio estinzione. Dunque, fruibilità sì, ma la ripetizione pari pari, anche più a sud, di quanto fatto nel 2010 fa già storcere il naso.

Anche perchè il rischio è che, paradossalmente, la pista diventi il cavallo di troia per antropizzare ancora di più. Gli scivoli di cemento creati abusivamente da cittadini non si contano. Le aree adibite a parcheggio, figlie di abitudini vecchie decenni, sono sempre a ridosso della scogliera. I lavori sono in corso per trasformare vecchie piazzole di cemento in gradonate. “Rigenerazione ambientale”, è scritto sui cartelli. E lo scopo è quello di rendere più accettabili le brutture anni ’60 che già c’erano. Ma il discorso non sembra poter valere sul restante tratto di costa, per la gran parte, fortunatamente, risparmiato da scempi datati.

Arriva ad ammetterlo lo stesso Sindaco, Ermenegildo Renna: “Una delle ipotesi – afferma – potrebbe essere quella di allargare un po’ il tratto stradale e far aderire la pista a quello. L’ideale sarebbe cercare di rendere la provinciale a senso unico e destinare una parte della carreggiata a pista ciclopedonale. Un ragionamento già in piedi con la Regione”.

Il dibattito appena aperto potrebbe portare a nuove soluzioni. Tutte, per carità, purchè non di nuovo sulla scogliera.