Porto, futuro a rischio l’Authority prepara il ricorso

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TARANTO   –   Allarme nel mondo dell’economia di Taranto. Lo stop impresso dal TAR di Lecce agli investimenti nel porto, rischia di aprire una prospettiva di grave incertezza per le ipotesi di rilancio economico su cui Taranto ha puntato le sue chance in alternativa all’acciaio.

Il TAR ha, infatti, accolto il ricorso presentato dal consorzio terminal rinfuse che non intende lasciare a Taranto container terminale tutta l’area del molo polisettoriale.

Nella prossima settimana Sergio Prete, Presidente dell’Autorità portuale esaminerà con gli Avvocati come ricorrere al Consiglio di Stato contro la sospensiva del TAR.

A quanto pare anche il dipartimento economico della Presidenza del Consiglio e il Ministero dell’Ambiente, in quanto firmatari dell’accordo di un anno fa sugli investimenti del porto, si costituiranno in giudizio.

Il caso Taranto, inoltre, sarà prospettato nella prossima settimana al nuovo Assessore regionale alla Mobilità Giannini.

Con la sospensiva del TAR si bloccano per ora, investimenti pubblici pari a 200 milioni di euro per le infrastrutture e tra queste i dragaggi e la riqualificazione della banchina del molo polisettoriale.

Da giungere che TCT, a fronte della situazione di stallo, potrebbe fare un passo indietro a Taranto. Eventualità, questa, che era stata scongiurata un anno fa, grazie all’accordo sugli investimenti.