Politici: 2 anni di lavoro per la pensione a vita

Parlamento

Un comune cittadino può andare in pensione, se fortunato, dopo 20 anni di lavoro e 66 anni di età. Nella migliore delle ipotesi. E con stipendi che bastano appena a soddisfare le richieste minime della famiglia. Ai politici basta molto, ma molto meno. 65 o 60 anni di età, ma lavorando per una sola legislatura e nemmeno completa.

E questo riguarda un esercito di parlamentari a riposo. Immaginate, infatti, quanti siano gli onorevoli che nel corso delle legislature hanno maturato il diritto lavorando per soli 5 anni.

Fra questi ci sono alcuni che pur avendo cessato il mandato parlamentare non hanno ancora potuto godere del diritto maturato.

Cominciamo parlando di Giuseppe Taurino. Il Direttore generale dell’ARIF tiene, infatti, a precisare che ad oggi pur ricevendo gli 85.000 € annui perchè a capo dell’Agenzia regionale, non percepisce affatto il vitalizio parlamentare e nemmeno quello regionale. E questo, specifichiamo è vero. Come è vero che è solo questione di attendere qualche annetto. Taurino, infatti, è stato eletto in Parlamento per soli 2 anni, in Regione per 5. Ma tanto gli basta per cumulare e questa volta sì, entrambe le pensioni non appena avrà compito il 60° anno di età. E grazie ad entrambe potrà arrivare ad una cifra totale che si aggira intorno ai 9.000 € al mese.

Ma non è certo il solo.

Tra i 176 parlamentari in attesa di compire i sessant’anni e poter ricevere il vitalizio che non hanno ancora maturato, ci sono anche il salentino Cosimo Casilli, il barese Vito Leccese, e rullo di tamburi un altro nome che balza sempre agli onori delle cronache regionali: quello di Massimo Ostillio.

Questo ultimo caso merita una parentesi a parte. Il tarantino Ostillio, infatti, come ricorderete avvalendosi di una legge nazionale, ha potuto riscattare il vitalizio regionale percependo qualcosa come 7 .000 € mensili pur non avendo nè i requisiti di età, nè quelli di servizio visto che da assessore esterno non aveva completato i 5 anni di legislatura. Proprio lui, dunque, non appena compirà i 60 anni potrà ricevere e cumulare anche il vitalizio parlamentare che ha maturato grazie alla sua permanenza a Roma durata 4 anni. Ovvero dal 2001 al 2005.

A questi 176 parlamentari in attesa di pensione, si devono aggiungere 349 parlamentari che insediatisi nel 2009 hanno tagliato il traguardo pensionistico introdotto dalle nuove norme, grazie al fatto di essere rimasti saldi al proprio posto per 4 anni, 6 mesi e un giorno.

Ultima annotazione. Le pensioni vanno da un minimo di 2.200 €  arrivando a 4.700 €, nette naturalmente. Cumulabili con ogni altra forma di reddito. Naturalmente.