Omicidio passionale: 3 arresti per gli scomparsi. I corpi in una cisterna

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 CAMPI SALENTINA (LE)  –  Nessuna esecuzione mafiosa. Massimiliano Marino e l’amico Luca Greco, i due amici scomparsi lo scorso 10 marzo da Campi il primo, da San Donaci il secondo, sarebbero stati uccisi per motivi passionali.

O meglio: Marino sarebbe stato assassinato per gelosia, per aver fatto apprezzamenti a sfondo sessuale alla compagna del suo amico, conoscente, a questo punto suo presunto carnefice, Mino Perrino, 38enne di Campi.

Greco ha pagato, invece, con la vita, il semplice fatto di trovarsi nel posto sbagliato, al momento sbagliato.

Se Perrino avesse in mente solo di minacciare Marino o se, invece, avesse programmato di ucciderlo non è dato sapere. Al momento, stando alla ricostruzione degli investigatori, Marino e Greco sarebbero andati all’appuntamento con Perrino per prendere un caffè. Nulla faceva presagire il tragico epilogo.

I corpi dei due amici sono stati recuperati nelle campagne alla periferia di Campi Salentina, non lontano dal cimitero. Immersi in una cisterna profonda almeno due metri, erano lì evidentemente da tempo, anche se certezze sulla data e le modalità dell’assassinio potranno essere ufficializzate solo ad autopsia avvenuta. Intanto da un primo esame esterno, eseguito dal medico legale Alberto Tortorella, appaiono con evidenza, sui corpi, dei fori da arma da fuoco.

I cadaveri potrebbero essere stati spostati dal luogo dell’esecuzione, tanto, almeno, stando ad una prima ipotesi investigativa.

Per i Carabinieri del nucleo investigativo, diretti dal Cap. Biagio Marro, ed i colleghi della Compagnia di Campi, agli ordini del Cap. Nicola Fasciano, il passaggio dalla pista legata alla criminalità organizzata a quella passionale, è stato graduale. L’ascolto di diverse persone, conoscenti e possibili testimoni, ha portato alla conclusione ritenuta più plausibile.

Mino Perrino, arrestato con l’accusa di duplice omicidio e soppressione di cadavere, non avrebbe agito da solo. Due presunti complici, Franz Occhineri, 34 anni e Luigi Tasco, 45, entrambi nati a San Pietro Vernotico, ma residenti a Campi. lo avrebbero aiutato a nascondere i corpi e per questo rispondono di distruzione di cadavere e favoreggiamento personale.

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Foto di Stefano De Tommasi