Due mesi di indagini e ricerche, tutte le piste battute

Luca Greco - Massimiliano Marino

LECCE   –   Le indagini che hanno portato ai tre arresti per l’omicidio sono durate esattamente due mesi.

12 marzo 2013

Il 10 marzo era domenica. Nel pomeriggio i due amici Luca Greco, 38 anni di Campi e Massimiliano Marino, 34 di San Donaci uscirono insieme, a fare un giro in auto. Greco era padre di due figli e lavorava nell’azienda di un amico che si occupa di trivellazioni e movimento terra. Marino era disoccupato. Marino passò a prendere Greco, a bordo della sua auto, una Lancia Lybra blu. Alla moglie di Greco dissero che andavano al centro commerciale di Surbo. I due non sarebbero mai più tornati. I cellulari, dalla sera della scomparsa, sono risultati staccati. I Carabinieri hanno ascoltato parenti, amici e conoscenti di tutti e due.

13 marzo 2013

Il mercoledì fu trovata, completamente carbonizzata, nelle campagne fra Guagnano e Squinzano, la Lancia Lybra blu. sul cofano anteriore, 5 fori dovuti ad altrettanti colpi di pistola che però, secondo gli inquirenti risalgono ad un’epoca precedente, trattandosi di auto di seconda mano. Si Escluse dunque ogni possibile collegamento con il caso degli scomparsi. La prima ipotesi presa in considerazione, ossia quella di un allontanamento volontario, comunque già debole in partenza, a quel punto si sgonfiò completamente. Intanto si apprese che, nonostante i piccoli precedenti penali, i due non erano ritenuti vicini ad ambienti criminali di spessore. Non si trascurò nemmeno un particolare, cioè l’amicizia di Luca Greco con Salvatore Milito, 41enne di Squinzano, arrestato lo scorso settembre per tentato omicidio. Ma anche La pista ‘squinzanese’  e la possibile guerra fra bande rivali,fu scartata.

 15 marzo 2013

 Le ricerche si intensificarono: il 15 marzo un elicottero si alzò in volo sorvolando per ore il nord Salento. Ma anche pozzi e casolari sono stati setacciati. Campagne e anfratti al confine tra le province di lecce e brindisi. è stata impiegata Una vera e propria task force di oltre 30 carabinieri. In questi casolari, nel febbraio 2011, fu trovato il nascondiglio di alcuni rapinatori brindisini, dunque la malavita queste zone le conosce bene. Poi la telfonata anonima: una sorta di depistaggio  o uno scherzo di pessimo gusto. Qualcunosegnalò al 112 la presenza di due corpi in una vasca di decantazione dell’acqua nei pressi del Cimitero di Surbo. Ma le ricerche in zona non diederp esito. Intanto  in Procura  c’è l’apertura di un fascicolo per l’ipotesi di duplice omicidio al vaglio del Procuratore Motta.

20 marzo 2013

10 giorni dopo la scomparsa,  tre persone finirono nel registro degli indagati: due donne e un uomo, di squinzano e cellino. Qualche ora prima della scomparsa, dal cellulare di una delle donne è stato inviato un sms al cellulare di Massimiliano Marino. Il PM Giuseppe Capoccia conferì l’incarico di passare al setaccio i telefoni cellulari degli indagati ad un ingegnere, ma anche quella pista sfumò.

4 maggio 2013 

La svolta arriva il 4 maggio. Segnalazioni precise e rivelazioni importanti portano gli inquirenti a circoscrivere un luogo preciso in cui concentrare le ricerche dei corpi di Luca Greco e Massimiliano Marino, perchè ormai gli inquirenti sono certi che non troveranno in vita i due amici. Una villa, circondata da un alto muro di cinta, viene setacciata palmo a palmo al suo interno. Si trova sulla provinciale che collega Campi salentina a San Donaci, a metà tra i due Comuni di residenza dei due scomparsi. Un escavatore viene impiegato per ore, ma la ricerca non dà esito. Esito che arriva solo con l’epilogo delle indagini che, alla fine, hanno smontato tutte le tesi iniziali, stringendo il cerchio e facendo scattare le manette.