Tragedia di Genova, piange anche il Salento

QuattroStelle

E’ ancora sotto choc, Giorgio Meo, 37 anni, Sottocapo della Capitaneria di Porto di Genova, tarantino d’origine, coinvolto nella terribile vicenda del Jolly Nero. Ferito, ma per fortuna non è nulla di serio, è tuttora ricoverato nell’ospedale di Villa Scassi a Sampierdarena.

E’ vivo per miracolo. Stava prendendo le consegne per il nuovo turno di guardia quando la torre è crollata all’improvviso.

Travolto dalle macerie è riuscito a salvarsi anche se, come è facile immaginare, un’esperienza così traumatica lascerà inevitabilmente un segno. A Genova da 5 anni, Meo, prima di arrivare nel capoluogo ligure, è stato a lungo nella Guardia Costiera di Sanremo.

I genitori, nelle scorse ore, sono partiti da S.Giorgio Jonico per abbracciare il figlio che in ospedale ha ricevuto la visita del Capo del governo, Enrico Letta.

Non ce l’ha fatta, invece, Maurizio Potenza, 56 anni, originario della provincia di Lecce, per l’esattezza di Melissano.

In realtà, i suoi genitori si erano trasferiti a Genova prima ancora che lui nascesse, ma lo sfortunato pilota, sulla cui sorte si sono inseguite a lungo notizie contraddittorie – dato per disperso in un primo momento, poi estratto vivo dalle macerie, ma la realtà, purtroppo, è andata in tutt’altra direzione – è vittima di una tragica fatalità: l’altra notte era lì perchè aveva chiesto ad un collega di cambiare turno.

Ad Alliste lo piangono i cugini che, pur non vedendolo spesso avevano con lui un forte legame. L’Amministrazione comunale, in particolare il Sindaco di Alliste, Antonio Renna, partecipa al dolore dei familiari ed invita a riflettere sul tema della sicurezza al lavoro. E di Maurizio dice: “Saremo sempre fieri ed orgogliosi di lui”.

E tra le vittime c’è anche un 33enne nato a Bisceglie ma cresciuto nel brindisino, più esattamente a San Vito dei Normanni. Davide Morella ha vissuto nel comune messapico per una decina di anni prima di trasferirsi con la famiglia a Biella, per poi intraprendere la carriera militare.

 

 

 

 

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