Laboratorio a pezzi, PD e UDC alla resa dei conti

UDC-PD

BRINDISI  –  Per la serie… c’eravamo tanto amati. Ora invece dopo un periodo di malcelata sopportazione, Partito Democratico e Centristi, anime diverse del Laboratorio Politico inaugurato in maniera vincente dall’allora candidato alla presidenza della Provincia di Brindisi Massimo Ferrarese, sono arrivati ai ferri corti e la polemica innescata negli ultimi giorni rischia di lasciare cicatrici difficilmente rimarginabili.

Tutto è iniziato con l’attacco al vetriolo sferrato dal Segretario provinciale UDC Ciro Argese nei confronti di Carmine Di Pietrangelo, ex Presidente del Consiglio regionale e democratico di lunga data. La critica feroce di Argese riguardava la linea editoriale, secondo il cegliese contro i cattolici brindisini, operata dal quotidiano online Brindisi Report.

Una facciata, secondo il Coordinatore dello Scudocrociato, utilizzata per continuare a fare politica. “Fatti loro – ci siamo detti – e dell’argomento se ne è parlato poco se non appunto, sul quotidiano in questione, con professionisti perfettamente in grado di difendersi da soli”. Ma la questione, poi, ha assunto valenza politica quando Pino Romano, Consigliere regionale PD, ha preso le difese di Di Pietrangelo attaccando, di contro, Argese. A stretto giro, ecco arrivare la posizione di Salonna, Coordinatore provinciale di Noi Centro, pronto a spalleggiare il collega udiccino.

Senza scendere nei dettagli, l’oggetto del comunicato firmato dal francavillese, riassume bene quello che è l’attuale e piuttosto delicato rapporto tra le componenti del Laboratorio. Salonna, infatti, chiede ai maggiorenti del PD che venga fatta chiarezza sulle offese di Romano nei confronti di Argese. Come dire, se l’alleanza in provincia, dove il laboratorio governa tanti centri, capoluogo compreso, è finita, qualcuno si prenda la responsabilità di dirlo.

Il Segretario provinciale democratico Corrado Tarantino mantiene il basso profilo e ricollega la situazione di stallo locale alle dinamiche di politica nazionale, rimandando qualsiasi tipo di valutazione al Congresso del PD quando, ci dice il Coordinatore, verrà fatta chiarezza sulla strategia politica a livello nazionale.

Tarantino ha, probabilmente fatto centro. Fino a quando non saranno chiarite alcune dinamiche e alcune strategie in quel di Roma, la guerra fredda tra PD e Cattolici è destinata a proseguire. Ed è difficile che qualcuno tra i democratici prenda una posizione netta prima di quella data.

Perchè sì, c’eravamo tanto amati e ora non ci si sopporta. Ma non è detto che quel timido sentimento poi sbocciato in passione nella primavera del 2009 non possa poi riaccendersi.