Bufera partecipate: Pepe e D’Autilia resteranno, ma continuano i mal di pancia

palazzo carafa

LECCE  –  Il caso partecipate e incompatibilità sembrerebbe essere in via di archiviazione. In pratica sia Damiano D’Autilia che Mino Frasca dovrebbero restare al proprio posto. Sembrerebbe, infatti, che le postazioni dei due con il doppio incarico politico e tecnico, non dovrebbero incorrere nell’applicazione del Decreto Legge che vieta l’accumulo di poltrone.

E dato che sia D’Autilia e Frasca hanno rinnovato la nomina prima dell’entrata in vigore della scure, sarebbero salvi per un pelo. Tuttavia è atteso fra domani e dopodomani il parere tecnico del Professore Saverio Sticchi Damiani che farà luce sulla vicenda.

Messi da parte i codici giuridici restano i problemi politici di chi, specie a Palazzo Carafa, non ha condiviso il salvataggio in extremis del Capogruppo del PDL. Fra riunioni e contro riunioni, la questione sembrerebbe essere rientrata, non senza strigliate.

Nella mattinata il Sindaco ha riunito la maggioranza. Nel corso dell’incontro si è consumato un vero e proprio processo al Consigliere ex FLI, Bernardo Monticelli Cuggiò, reo di aver attaccato il collega di banco.

Salta invece un altro importante ordine del giorno, ossia la chiusura alle auto del centro storico. Riunione rinviata a domattina.

Da Palazzo Carafa a Palazzo dei Celestini, rientra la bufera sull’Assessore al Bilancio Silvano Macculi, colpevole secondo i Consiglieri di maggioranza, di non aver coinvolto i colleghi per la riconferma di Luigi Pepe a guida di STP. I Consiglieri invocavano le dimissioni, slittate dopo l’intervento del Presidente Antonio Gabellone che ha messo al riparo l’uomo di governo. Tuttavia il PDL si confronterà con Raffaele Fitto per ritrovare la quadra.